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Nella fase giovanile dell'evoluzione spirituale dell'uomo la fantasia umana creò a propria immagine divinità che supponeva dovessero determinare il mondo fenomenologico. L'idea di Dio nelle religioni insegnate oggi, è una sublimazione di quell'antica concezione degli dèi. Il suo carattere antropomorfico è dimostrato, per esempio, dal fatto che gli uomini si rivolgano all'Essere Divino con preghiere, e ne implorino l'esaudimento dei propri desideri

 


4 commenti:

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  • Giuseppe Formica il 29/09/2010 07:33
    Questo è il primo gradino dell'essere credenti, ma non si può ritenere Dio un esauditore di desideri e basta. Sicuramente c'è chi si limita a questa visione, ma la consapevolezza di non essere a questo mondo per puro caso e di essere destinati a qualcosa che va al di là della misera vita che conduciamo dà un senso alla vita stessa, che altrimenti sarebbe senza senso.
  • il 07/08/2010 16:20
    A mio modo di vedere Einstein ha definito, in modo tutto sommato sintetico, come stanno molto probabilmente le cose riguardo a questo argomento...
  • il 11/03/2010 21:29
    L'eterno conflitto tra scienza e religione, dove sia l'una sia l'altra vedono sino ad un certo punto.
  • il 04/03/2010 11:04
    No, è detto che l'uomo è stato creato a immagine di Dio perché l'essere umano è al centro dello stato nel quale stanno gli esseri che con lui convivono e, per questa centralità, ha la possibilità di riconoscersi nell'analogo centro universale che in lui rappresenta la traccia e il simbolo del sacro. Sacro che deriva dal sacrificio attraverso il quale l'esistenza mette l'uomo nella condizione di dover e poter trovare la propria perfezione. Se all'Assoluto sono stati dati nomi e forme è stato fatto per avere un punto al quale rivolgersi, un'immagine interiore per ognuno diversa, e non perché si crede essere Dio un essere finito, dal momento che un essere non può avere l'infinità come qualità, essendo affermato. Se poi ci sono spiriti così ingenui da crederlo è sempre preferibile questo al prestar fede all'utilità della concatenazione degli effetti deflagranti dell'energia atomica. Uno scienziato dovrebbe evitare di mischiare piani di realtà così lontani tra loro, come sono quelli propri alla scienza della materia e quelli della scienza dello spirito.