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Il futuro del Tibet deve essere deciso dai tibetani. La questione del Tibet ha nulla a che fare col futuro del Dalai Lama, ma piuttosto con la felicità ed il benessere dei sei milioni di tibetani

 


9 commenti:

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  • massimo vaj il 08/05/2014 21:02
    La Cina sta comprando l'Africa e ha in mano un terzo delle azioni americane ed europee. Dunque il Tibet non potrà contare che su un flebile appoggio morale che il resto del mondo incivile elargirà a fatica. I tibetani sono persone splendide e il Dalai Lama è il loro legittimo capo spirituale. Il futuro di entrambi è nelle mani della Volontà del Cielo.
  • giuseppe il 10/10/2012 03:24
    Ogni terra è di chi l'abita, è chi l'abita ha modellato, il suo tempio alla vita consacrato, per tal valor è sacro che lo abbia salvaguardato. I Tibetani son giudici della terra nativa, è nessun altro popolo sbarri la propria via.
  • Tinelli Tiziano il 26/09/2012 15:42
    Ecco ciò che dice un vero leader
  • cristiano comelli il 24/04/2012 22:32
    Il pensiero del Dalai Lama mi trova evidentemente in piena sintonia, ma ho la sensazione che la vergognosa deferenza economico-politica che l'occidente ha verso una Cina che, non lo dimentichiamo, detiene il triste primato del paese con il maggior numero di esecuzioni al mondo, non renderà possibile fare un passo avanti verso la promozione della dignità tibetana. Il vero problema è sicuramente l'atteggiamento della Cina e quello di chi la favorisce rapportandosi a essa solo perchè tintinna il salvadanaio.
  • il 29/12/2011 11:34
    Non per la sua gloria, ma per il suo popolo.
  • Donato Delfin8 il 17/04/2011 15:51
    mi unisco al coro.
  • soffice neve il 05/04/2011 18:02
    questo dovrebbe valere per tutte le nazioni...
  • Virginio Giovagnoli il 20/02/2011 13:33
    Il futuro di ogni nazione deve essere deciso da chi ci vive.
  • il 21/03/2010 14:56
    Il futuro del Tibet e dei tibetani è nella spiritualità del Dalai Lama. Egli non può dire che è così, perché nessuno può apprezzare se stesso.
    Quando ero un ventunenne anarchico, nel 1973, abitai qualche mese in Nepal e una mattina dissi, all'interno del Chai shop (casa del tè di miei amici tibetani, sfollati dal Tibet a causa dell'invasione cinese, affermai, dicevo, che il Dalai Lama era un fascista. I miei amici non mi uccisero per pietà, e con la consapevolezza che ho ora non avrei potuto condannarli se l'avessero fatto. Certamente ci sono andati vicino, tentando di strozzarmi. Ma i tibetani sono persone eccezionalmente nobili e buone, e li ringrazio chiedendo loro perdono per la mia imperdonabile stupidità.
    P. S: dissi quell'infamia nonostante, come anarchico, disprezzassi il comunismo. Roba da matti...