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Lo scrittore che accetta, in tutto o in parte, di seguire la disciplina di un partito politico è posto prima o dopo davanti all'alternativa: sottomettersi o tacere

 


7 commenti:

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  • il 22/05/2013 09:43
    Apolitica, questa deve essere la massima ambizione.
  • GIUSEPPE il 08/05/2012 12:36
    Lo scrittore in tal caso perde l'essenza dell'arte dello scrivere ossia la libertà.
  • Sandra Checcarelli il 15/04/2011 11:52
    e già! Veritiera frase. Invece secondo me l'artista deve essere l'unico ad essere libero di espandere idee, colori, emozioni.
  • Uglisse il 01/04/2011 17:52
    E'per questo che le dittature sono la morte dell'uomo.
  • il 04/11/2010 12:41
    Complimenti! Sono d'accordo con Alessandro Palmieri.
  • il 26/09/2010 19:10
    Sul sottomettersi sono d'accordo. Sul tacere no: parlerebbe solo e soltanto a favore del partito. Come già è successo, succede e succederà. Sempre.
  • Aldo Riboldi il 03/09/2010 16:19
    Parole sante, ma se lo scrittore accetta di schierarsi, deve sapere che si castra con le sue mani...