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Frasi di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

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Pochi minuti dopo quel che rimaneva di Bendicò venne buttato in un angolo del cortile che l'immondezzaio visitava ogni giorno: durante il volo giù dalla finestra la sua forma si ricompose un istante: si sarebbe potuto vedere danzare nell'aria un quadrupede dai lunghi baffi e l'anteriore destro alzato sembrava imprecare. Poi tutto trovò pace in un mucchietto di polvere livida.



Sono una persona che sta molto sola; delle mie sedici ore di veglia quotidiane dieci almeno sono passate in solitudine. E non potendo, dopo tutto, leggere sempre, mi diverto a costruire teorie le quali, del resto, non reggono al minimo esame critico.



Nelle persone del carattere e della classe di don Fabrizio la facoltà di essere divertiti costituisce i quattro quinti dell'affetto.



Finché c'è morte c'è speranza.



Ero un ragazzo cui piaceva la solitudine, cui piaceva di più stare con le cose che con le persone.



Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta.



La facoltà di ingannare se stesso, questo requisito essenziale per chi voglia guidare gli altri.



È meglio un male sperimentato che un bene ignoto.



Se tutto deve rimanere com'è, è necessario che tutto cambi.





Libri di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Il Gattopardo
 
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