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I poeti, quando scrivono romanzi, si comportano come se fossero Dio e potessero abbracciare con lo sguardo la storia di un qualche uomo, come se Dio la narrasse a se stesso, senza veli, e del tutto veritiera. Io non posso, come non possono gli scrittori. La mia storia però ha per me più importanza di quanta non ne abbia per qualche scrittore la sua; infatti è la mia, la storia di un uomo, non inventato e possibile, non ideale o in qualche modo non esistente, ma di un uomo vero, unico, di un uomo che vive.

 


4 commenti:

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  • il 27/02/2012 10:22
    Ecco "un altro" che mi ha reso ciò che sono.
  • Donato Delfin8 il 08/08/2011 21:55
    sì veramente bella.
    d'accordissimo
  • rosaria esposito il 24/07/2011 21:55
    e il tuo bellissimo "Cane e padrone" ne è la prova.
  • Aldo Riboldi il 15/08/2010 21:13
    Bellissima questa definizione! tutti noi potremmo scrivere il libro della nostra vita, che avrebbe comunque la stessa valenza di quello scritto da un altro, perchè anche il suo sarebbe vero e vissuto come il nostro.