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Frasi di Isabella Ferrari

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Sono convinta che conta la qualità delle cose che si dicono e si esprimono in famiglia, per questo insisto a fare una riunione serale tutti insieme, perché penso che anche il più piccolino debba dire la sua.



C'è sempre qualcosa di miracoloso in una storia d'amore, anche se finita.



Quando stai con una persona da 12 o 13 anni è un po' come se il rapporto entrasse nell'età dell'adolescenza, senti il matrimonio una fatica, senti la fatica di portare giù i bidoni della spazzatura. Ma l'accettazione di portare giù i bidoni della spazzatura è andare oltre. Perché il problema non è lì. Se non è lì allora è quella cosa che si supera, come l'adolescenza appunto, ma devi dare il tempo anche all'altro di entrare in questa armonia. E allora devi cercare di starci dentro, ti può portare via soltanto un altro grande sentimento. Sennò rischi di scalpitare solo per scalpitare e quindi bruciare tutto.



In Italia si fa sempre di più un uso propagandistico e superficiale della donna.



Forse troppi scioglimenti di matrimoni fanno parte del consumismo.



Ho un'idea dell'educazione che non è legata al limite, alla negazione delle cose, ma sempre alla discussione, allo scambio di opinioni. Mi sembra già un successo quando i miei figli si confidano. Non potrò mai limitarli. Probabilmente ho anch'io i miei limiti di madre.



Oggi non mi vergogno più di niente, ho iniziato giovane e ho imparato dalla strada. Ne ho ribaltati di tavoli e lo farò ancora.



Mia figlia si informa, legge, mi ha chiesto di vedere insieme Gomorra. In un certo senso io monitorizzo la sua vita, so chi vede, cosa si dicono fra amici. La comunicazione è assoluta fra noi. E poi spero che i miei figli portino fuori casa il messaggio che si può essere diversi. Ognuno di noi può fare qualcosa all'interno della famiglia per migliorare la società.



Ho una mia teoria: all'inizio di una relazione, nel periodo legato alla passione, l'uomo si prende un po' della femminilità della moglie, e lei la mascolinità del marito. Così lei finisce per essere meno donna e lui meno uomo. È la fase simbiotica. Ma questo non può durare, perché a un certo punto lei vorrà mettere alla prova la mascolinità di lui.



Non penso che due persone che si amano debbano riuscire a darsi tutto quello di cui hanno bisogno. Mi sono liberata da quell'ideale romantico, portare l'altro per forza a me. Amare l'altro è lasciarlo dove vuol stare. E questo mi piace che sia reciproco. Vedi le sue inadeguatezze, le sue fragilità... lo ami e basta. Naturalmente tutto ciò ha bisogno di tempi di trasformazione, ma è una fase dell'amore, senz'altro più matura, che mi piace forse più della passione. Quando conquisti questa individualità tutto può ancora accadere. Anche il piacere di svegliarsi la mattina e dirselo.





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