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Frasi di Niccolò Ammaniti

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Dentro, da qualche parte nel basso ventre, covava una roba che lo faceva stare di merda. Una di quelle robe che ti consumano piano piano, che ti ammalano come un morbo dalla lenta incubazione, e di cui non puoi parlare a nessuno perché se per caso sputi il rospo ti crolla in testa tutto il teatrino del cazzo



Almeno una volta alla settima bisogna fare la vita dei signori, sennò che si campa a fare?



Da piccolo sognavo sempre i mostri. E anche ora, da adulto, ogni tanto, mi capita, ma non riesco più a fregarli



Il mondo è fatto per la gente come te. Il mondo è fatto su misura per i mediocri



Se non esistono più regole etiche ed estetiche le figure di merda decadono di conseguenza.
Il tempo delle figure di merda è finito, morto, sepolto. Se n'è andato per sempre con il vecchio millennio. Le figure di merda non esistono più, si sono estinte come le lucciole. Nessuno le fa più, tranne te, nella tua testa. Ma non li vedi a questi? Ci ricopriamo di letame felici come maiali in un porcile.



Non parlare di libertà. Tutti sono bravi a parlare di libertà. Libertà di qua, libertà di là. Ci si riempiono la bocca. Ma che diavolo te ne fai della libertà? Se non hai una lira, un lavoro, hai tutta la libertà del mondo ma non sai cosa fartene. Parti. E dove vai? E come ci vai? Sai chi sono gli unici ad averla? La gente coi soldi. Quelli sì



Non bisogna credere a quelli che ti dicono che, per apprezzare le cose della vita, bisogna farsi il culo. Non è vero. Ti vogliono fottere. Il piacere è una religione e il corpo è il suo tempio



Io ho un problema con gli eroi in generale: non mi piacciono. Non amo l'eroe buono, positivo, nemmeno quello mitologico che incarna in sé la morale, la giustezza della vita. Gli unici che mi piacciano sono i bambini perché sono inconsapevoli di esserlo e quindi possono incarnare un problema etico e nello stesso tempo risolverlo attraverso l'intuizione e il cuore



Bisogna scrivere sotto la pelle. Bisogna che parole d'amore si fondano con i nervi, che frasi luminose ci illuminino l'encefalo come fuochi d'artificio, che storie d'avventura ci infettino il sistema nervoso e lo stomaco. In una università americana hanno insegnato a scrivere a un macacus resusu, con le sue mani tozze e maldestre ha vergato con fatica su un foglio una sola parola: banana. Io ogni giorno scrivo banana. Io scrivo poco, perché scrivendo tanto sbaglio



Nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi, e in un attimo te le trovi dietro alle spalle e devi andare avanti. Ti aspettano cose nuove





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Niccolò Ammaniti nasce nel 1966 a Roma. Si è quasi laureato in Scienze biologiche, ma non fece gli ultimi esami e l'abbozzo della sua tesi divenne un libro "Branchie". Pubblicò nel 1995 "Nel nome del figlio" scritta assieme al padre, che parla dei problemi dell'adolescenza. Da molti dei suoi libri in seguito furono tratti dei film. Ammaniti era molto amato anche a l'estero, infatti le sue opere furono pubblicate in molte lingue e ricevette numerosi premi.