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L'amara scoperta che Dio non esiste ha ucciso la parola destino. Ma negare il destino è arroganza, affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia: se neghi il destino la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, un rimorso di ciò che non è fatto e avremmo potuto fare, e si spreca il presente rendendo un'altra occasione perduta

 


6 commenti:

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  • alberto accorsi il 22/07/2011 13:39
    L'autrice confonde il "destino" con l'alea e con i condizionamenti sociali e biologici.
    A parte il tono sentenzioso... sotto il vestito... nulla.
  • ELISA DURANTE il 13/07/2011 10:52
    Tutto vero, purtroppo...
  • Peter alias probity il 02/11/2010 16:08
    beh, si puo anche fare in modo di ritrovarsele ste occasioni, se poi non si trovano se ne cercano altre... oppure ci si lascia andare dal comodo carrozzone della vita di chi poggia su di essa e guarda il panorama piuttosto che trainarla?
  • il 10/08/2010 10:42
    Il "destino" è la sommatoria delle nostre consapevolezze e della nostra naturale evoluzione quotidiana, condito da speranze ed illusioni. Il destino è... il nostro presente.
  • il 08/07/2010 23:37
    Non so se Dio esiste. Tanti dicono di si con certezza, altri dicono di no con altrettanta convinzione. La via secondo me più naturale è un quasi via di mezzo. Esistono le situazioni perdute, questo perché ognuno non è ovunque in ogni momento, è normale che esistano i rimpianti. Il destino forse esiste, forse no. Molte situazioni sembrano generate solo da questo. Comunque penso che tutto è cambiamento e tutto è evoluzione. Se noi vogliamo questo, accettiamo anche la casualità e imprevedibilità della vita. Sperando un po nella clemenza delle cose che ci possono riguardare, possiamo cercare di capire e cogliere ciò che nella nostra singola vita ci fa star bene e male. L'esperienza dell'autostima del proprio essere dovrebbe in automatico portarci a scelte e possibili cambiamenti di noi e di ciò che possiamo cambiare attorno a noi. Questo per noi e per le persone che ci vogliono bene e si affidano, a volte, a noi.
  • il 18/04/2010 11:58
    Questa donna non azzecca la verità nemmeno quando ne succhia il sangue. Dio è più dell'esistenza e non partecipa all'esistenza che con le sue leggi universali. Il destino ha, per queste stesse leggi, il libero arbitrio che può opporglisi oppure scegliere di assecondarne i disegni. Non accettare L'Assoluto o l'immaginarselo non cambierà queste leggi, e se Dio conosce l'inizio e la fine perché è più di entrambe non è lecito pensare che questa sua conoscenza al di sopra del tempo potrà irrigidire la libertà di scegliere chi essere che abbiamo avuto in dono.