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Molti intellettuali credono che essere intellettuali significhi enunciare ideologie, o elaborarle, manipolarle, e poi sposarle per interpretare la vita secondo formule e verità assolute. Questo senza curarsi della realtà, dell'uomo, di loro stessi, cioè senza voler ammettere che essi stessi non sono fatti solo di cervello: hanno anche un cuore o qualcosa che assomiglia a un cuore, e un intestino e uno sfintere, quindi sentimenti e bisogni estranei all'intelligenza, non controllabili dall'intelligenza. Questi intellettuali non sono intelligenti, sono stupidi, e in ultima analisi non sono neanche intellettuali ma sacerdoti di una ideologia

 


4 commenti:

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  • Anna il 24/07/2012 16:46
    A questo mondo gli intellettuali sono davvero pochi, non serve avere più di una laurea e mettersi sul piedistallo volendo insegnare aglli altri, i veri maestri, quelli che hanno il sapere
    sono quelli che non ostentano il loro pensiero o la loro cultura,
    un semplice, una persona della strada può essere un intellettuale
    perché ha esercitato la sua intelligenza per poter sopravvivere e poter superare le difficoltà della vita.
  • Fabio Previti il 19/06/2011 18:49
    Stupendo modo di pensare... ottima filosofia...
  • il 05/02/2011 13:49
    Oriana, quel che dici mi piace un casino sai!!! Anch'io lo penso come te!!! Complimenti... 10 e lode!!!

    "Se gli animali potessero parlare ci direbbero che gli esseri umani dovrebbero essere semplicemente più semplici e meno complicati." ~Jean-Paul Malfatti
  • lidia filippi il 30/10/2010 15:03
    Una verità inconfutabile. L'intellettuale che dimentica di essere prima di tutto un essere umano con tutti i suoi bisogni, anche fisici, con tutti i sentimenti e le emozioni, per mostrare al mondo solo il suo aspetto razionale, veve a metà: gambe attaccate ad un cervello