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A me mi hanno rovinato le donne: troppo poche!

 


18 commenti:

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  • massimo vaj il 14/05/2014 18:45
    È già stato un miracolo che ne abbia avute, col carattere agitato che ha...
  • Maddy il 09/11/2013 17:57
    grandissmo benigni!!!
  • il 22/08/2013 19:16
    In prosa scrivo in maniera pessima perché butto le parole lì come vengono. Poi mi accorgo che sbaglio (e tanto) ed allora cerco di correggere. Ma non perché non sappia scrivere in italiano, perché sono proprio pigro per natura a rileggere. Sto per pubblicare tutti i miei racconti e sto facendo una fatica da cani per rimettere a posto i testi pubblicati. Metterli in rete in qualche portale che mi ospita per me è come archiviare in brutta copia le cose per non smarrirle (perché sono un casinista nato), ma pubblicare in un volume i miei pensieri è tutt'altra cosa e, quindi, sto correggendo i testi in quanto scripta manent. Te li farò leggere appena li avrò rimessi a posto perché li pubblicherò anche con ebook e mi sarà più facile metterli in rete in bella copia.
    Ma poi perché devo dare prova di correttezza ortografica in prosa quando preferisco scrivere in versi?
    Sono in giuria in diversi Bandi Letterari e prego vivamente gli organizzatori di non mandarmi testi di racconti perché proprio non ho voglia di leggerli e valutarli. Ho letto troppo quando ero ragazzo più di quanto tu possa immaginare. Ai miei tempi c'era la radio e la televisione è arrivata che ormai mi ero letto centinaia e centinaia di volumi. Penso di saper scrivere in italiano abbastanza bene ed anche in ortografia non difetto perché i miei insegnanti di lettere, tutti terroni di razza pura, sono stati anche scrittori e poeti (e, certamente, sono stato fortunato). Certo che sbaglio anch'io, ma quando mi accorgo (ed io mi accorgo delle mie "fregnacce" rileggendo) bestemmio. Ed adesso non mi fare le pulci anche su "fregnacce" visto che è un termine popolare e che sul Gabrielli non troverai.
    Benigni, invece, quando sbaglia, sbaglia di grosso e non se ne accorge neppure. Ed evidentemente non ti sei accorto neppure tu delle inesattezze linguistiche che qualche volta ha pronunciato proprio perché evidentemente gli manca la base scolastica atta a distinguere una parola sdrucciola o bisdrucciola da una piana. Ed il fatto che sbaglia a pronunciarle facendo cadere l'accento sulla penultima invece che sulla terzultima sillaba, cambia di molto la correttezza del suono delle parole.
    D'accordo Benigni è toscano, e pratese in particolare, e tante parole i toscani li deformano (ad esempio molti non dicono Sip ma Sippe, non dicono gas ma gasse, ecc...) ma questo non cambia di una virgola il discorso che se uno non ha una base culturale adeguata il rischio di sbagliare a scrivere o parlare c'è e come!
    Ma io non ho voluto offendere nessuno e neppure denigrare certe iniziative artistiche. Anzi ho sottolineato che Benigni ha il merito di aver rilanciato la poesia e, questo, non è un fatto negativo per coloro che si dilettano a comporre ed amano la poesia. Ho detto una parte di verità, la mia logicamente, che generalmente la clacche non vede (e clacche con due c, in italiano, anche se il termine è poco usato...(mi dispiace) .. ma non è sbagliato ed esiste anche l'altro termine "clacchisti" che si riferisce sempre in modo più perfetto stilisticamente alla mia volgare "clacca". E se ho scritto clacca (ed è un termine che adopero sovente) non è per ignoranza o non saper parlare ma perché a me piace dire così perché in parte mi da fastidio introdurre nel linguaggio italiano termini stranieri e tendo ad italianizzare molte parole straniere visto che la terminologia in italiano non manca (ma questo rientra anche nella normale gestione che i poeti fanno della parola e che nel linguaggio poetico si chiama appunto "licenza poetica". Posso? Ma io non sono Benigni e non devo dare lezioni di Divina Commedia in pubblico dove gli spettatori validi (magari professori veri e critici molto noti) sono a casa ad ascoltare, e chiaramente non hanno bisogno di Benigni per interpretare e spiegare la Divina Commedia ai loro allievi o alle loro platee se stanno tenendo una conferenza. È vero, invece, il contrario e, cioè, che generalmente ad un attore i copioni glieli preparano i professori ed i critici letterari e quando questi, trasportati dall'entusiasmo e dalla carica che il successo dà loro, "trasgrediscono" e recitano a soggetto, è facile sbagliare a pronunciare qualche parola, anche perché il dialetto toscano, come tutti i dialetti italiani, varia da zona a zona e le parole vengono pronunciate in modo diverso da contrada in contrada ed anche da una generazione all'altra.
    Va bene, concordo con te. Infatti non sono toscano anche se in questa regione ci sono da oltre 50 anni, anche se non sempre in permanenza, visto che sono residente in Valle d'Aosta, ma da altrettanto tempo ho una toscana in casa. Non si diventa toscani per questo ma, santo cielo, un poco certi modo di esprimersi ed un certo linguaggio si apprende e si capisce.
    Se poi la mettiamo sotto il profilo politico il discorso diventa ancor più complesso perché politicamente sono una frana. Infatti non ho mai accettato i paraocchi e questo mi crea qualche problema perché appartengo a quella razza semi-francescana che hanno come riferimento ideologico la famosa frase che gli asini in genere non apprezzano: "Si, si. No, no. Se ti accorgi di non cambiare mai idea vuol dire che non sei disponibile al vero"! E questo modo di interpretare la realtà non è una risorsa, ma qualcosa che ti deprezza perché cambiare idea senza guadagnarci nulla è un fatto riprovevole e disonorante. Risulti lo stesso un volta giubba ma senza averci guadagnato nulla, anzi ci stai rimettendo moralmente perché passi anche per fesso. Ma moralmente penso che io ci abbia guadagnato. Infatti, adesso mi sono ancora una volta spostato a sinistra e sono arrivato al SEL (e si mi piacciono i diversi perché guarda caso qualche volta riescono anche a vedere in maniera più coerente di tanti "normali" che ritengono che un alleanza tra ex comunisti ed ex fascisti in fondo non sia disdicevole quando c'è da conservare sgabelli e poltrone). Va bene, lo fanno per il bene dell'Italia. Ma stranamente anche il fascismo ha fatto le guerre e le leggi razziali per il bene dell'Italia e sempre per il bene dell'Italia perseguitava gli antifascisti e li mandava al confino.
    Ma oggi sembra che tutto questo non conti più un gran che, perché tutti parlano di bene dell'Italia da Berlusconi a Bersani, ieri l'altro e perfino Epifani ed Alfano ieri!
    Ed allora viva l'Italia ed avanti tutta per la tranquillità degli italiani che in fondo non hanno ancora capito la differenza che passa tra essere capi e leader ed essere dongiovanni a caccia di donne (magari minorenni da incitare alla prostituzione visto che qualcuno può anche farlo e che tanti altri, che vorrebbero farlo, non possono farlo perché a corto di risorse).
    Ma adesso forse sono andato fuori tema, oppure in tema ci sono ancora visto che l'origine di questa discussione era basata sulla cultura e mi sembra che non sia un fatto secondario se si considera che l'attuale alleanza politica che governa questo paese ha un retroterra culturale di non secondaria importanza: l'utilizzo della cultura anche in chiave di potere ed al potere stranamente ci sono gli eredi Giovanni Gentile, ideologo del fascismo, contro cui si batteva un certo Benedetto Croce che intendeva la cultura come qualcosa di diverso e no come mezzo al servizio del potere per rincoglionire le coscienze.
    E con questo concludo e ti ringrazio per avermi dato la possibilità di rinfrescarmi un po le idee e di affermare che mi ritengo collocato, almeno politicamente, dalla parte giusta.
    Culturalmente lascio il giudizio ai posteri che forse fra qualche anno potranno valutare meglio il mio pensiero.
    Ma chi mi leggerà?
  • il 22/08/2013 17:30
    Benigni è una cartina di tornasole, c'è poco da fare... se uno è fascio oppure di destra moderata o anche un Finiano pentito, un Berlusconiano, un Ciellino o anche un ex comunista pentito alla Ferrara, allora costui odia o trova il pelo nell'uovo di ogni cosa che dice e fa.
    Avrei molto da dire: intanto che questo aforisma non lo ha postato lui ma è stato postato da un'autore che ha preso una sua frase detta durante uno dei suoi monologhi e si sa che parla toscano quando fa spettacolo. Ora, che uno di Grosseto si sorprenda perché Benigni ha detto A me mi... ahahahahah... ma se parlate tutti così, in toscana?... e poi, si riesce a capire che è una battuta, anzi una bella ironia perché è autoironia, cioè prende in giro se stesso.
    Un consiglio: se siete accecati dalla politica, occhio a sputare sentenze contro un grande dello spettacolo( lo dice il mondo intero)attaccandosi ad una licenza linguistico-idiomatica... via, non siamo bambini, vero?
    Ora, essendo un accanito lettore di racconti( se non ne faccio fuori almeno dieci al giorno sto male) inviterei Santoro, che dal nome e cognome direi non essere proprio toscano purosangue, a pubblicare qualcosa in prosa, e sarò ben lieto di leggere la sua grande abilità letteraria. Faccio notare che clacca, immagino voglia dire claque, non è proprio un modo linguistamente ineccepibile di scrivere.
    La aspetto al varco, dunque... e basta con queste licenze poetiche della poesia... forza, ci dimostri quanto scrive bene in prosa... o almeno un pensiero, un aforisma. Un saluto a tutti, anche a Benigni.
  • rescaldani franco il 22/08/2013 16:35
    tutti a seguir come pecore meno un fantasma! !
  • augusta il 22/08/2013 14:22
    salvatore concordo cone te... finalmente uno fuori dal gruppo... e non si fa influenzare.. già a suo tempo benigni era stato criticato.. ma come dici... bene bravo... e tutti come pecore a seguire.. 1 beso
  • il 22/08/2013 14:03
    Ed è facile anche scrivere perchè invece che "perché"!!!! Ma Benigni se ne accorgerebbe?
  • il 22/08/2013 14:01
    E scusatemi perché qualche errore di "ortografia" l'ho fatto anch'io. Ma io ho sbagliato perché non controllo i tasti del PC perchè scrivo molto veloce ed è facile scrivere "diventari" invece di "diventare"!
  • il 22/08/2013 13:55
    E poi smettiamola con questo mito di "Eva". Ci sono milioni di persone che diventano "eunuchi" per vocazione. Sono ateo ma concordo con il passo del vangelo dove Gesù esaltava ed invitava a diventare eunuchi per entrare nel regno dei cieli. A me le donne piacciono ancora e nella mia vita sono stato anche fortunato (nonostante che non sia stato mai bello) ma in fondo se una donna non è anche intelligente cosa resta di lei invecchiando? Pensateci bene. Vi accorgerete che quello che di lei in gioventù era oggetto di desiderio poi in vecchiaia diventa oggetto un po' di nausea! Ma con una donna intelligente sarà sempre piacevole accompagnarsi!
  • il 22/08/2013 13:50
    E quando parliamo di mass media sentite questa "sparata" proprio ieri pomeriggio da un fiorentino in vacanza qui nel mio Borgo!
    Lui era andato ad uno degli spettacoli di Benigni a Santa Croce a Firenze e lo osannava per la sua bravura (ma le imperfezioni anche ortografiche e di pronuncia che spara nelle sue trasmissioni evidentemente non le ha sentite o non è in grado di capirle perché in fondo è anche lui un popolano. Pubblicità... pubblicità...
    Ebbene questo tipo si stupiva che c'era una platea di 900 persone che lo ascoltavano e molti "prendevano appunti" e sosteneva che sicuramente tra questi ci fossero dei professori e dei critici.
    Ve li immaginate voi i "professori d'italiano" o i "critici letterari" a lezione da Benigni? Ma il popolo è così. Petrolini nella sua famosa parodia contro le dittature diceva..."Bene Bravo"... ed alla fine non diceva più nulla ma faceva appena un gesto ed il popolo esclamava: "Bene, bravo"! "Lo vedete? - concludeva Petrolini - il popolo quando è abituato a dire "bene bravo" anche se uno non dice nulla continua a dire "bene bravo":
    Non voglio sminuire o banalizzare le attività artistiche di Benigni (a cui va il grande merito almeno di aver rilanciato la poesia nello spettacolo teatrale e televisivo) ma da attore di talento ad esperto di letteratura ce ne passa e tanto. Non credete? E non bastano le lauree ad honorem a far diventari dottori chi non ha un bagaglio culturale adeguato. E Benigni non ce l'ha! E sono certo che se lui leggesse queste mie note concorderebbe con me.
  • il 22/08/2013 13:38
    Il grande italianista che dà lezioni di letteratura italiana e poi scrive "a me mi..."
    Lasciamo perdere e facciamo cadere un velo pietoso sulla gran cassa dei mass media che basta che uno si faccia una clacca, e poi (come ben disse Petrolini) "Bene, bravo" sempre ed anche quando dice cazzate.
  • augusta il 14/08/2013 08:51
    certamente non ha il fascino latino... ma che dire quando si è famosi tutto ti cade ai piedi senza difficoltà...
  • rescaldani franco il 14/08/2013 05:50
    benigni tutto è ma meno quello che sembra e commentar celie elazzi a Voi lascio jl sollazzo!
  • il 18/06/2012 13:10
    A questa tua affermazione credo poco caro Roberto!
  • alta marea il 15/01/2012 08:51
    Mettiamola così... poche ma buone
  • ELISA DURANTE il 06/08/2011 10:22
    In gioventù, forse, adesso basterebbe volerlo, sarebbe peggio di Woody Allen!
  • Donato Delfin8 il 17/04/2011 20:49
    grandiosa
  • rosaria esposito il 14/04/2011 18:55
    se anche se tu fossi un gran peccatore, andrai in paradiso.. perchè ci hai fatto sorridere.