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Frasi e aforismi sul dolore

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Non puoi MAI conoscere una persona, finche non provi il suo stesso dolore.

   3 commenti     di: Vincenzo C.


Immaginate di trovarvi imprigionati in una capsula spaziale alla deriva nell'universo, la riserva di ossigeno si sta esaurendo, le attrezzature radio funzionano, ma non c'è nessuno che potrà mai riportarvi sulla terra. Vi attende una morte lenta per asfissia. Vi sentireste distrutti e rassegnati e pur di risparmiarvi l'ultima agonia di soccombere poco a poco avvelenati dall'anidride carbonica, non avreste più esitazioni ad afferrare qualcosa di aguzzo ed affondarvelo al collo e morire rapidamente per recisione della giugulare.



Nessuno conosce il peso della sofferenza altrui e nessuno può sminuirla... Solo chi la vive conosce realmente il proprio dolore..

   4 commenti     di: Daniele Danh


Da alcuni anni mi sono innamorato di una vita che non ho mai vissuto, è questo amore tragico ad aver annientato la mia precedente paura della morte. Coloro che mi circondano hanno potuto vivere quella vita e pertanto temono la morte al punto da inorridire e condannarmi ogni qual volta ho palesato le mie pulsioni suicide.

   2 commenti     di: Luigi Lucantoni


Coloro che credono di tirare su le persone pessimiste, persuadendole dell'esistenza di uno scopo nella vita, rischiano solo di peggiorare le cose. Qualora riuscissero nel loro intento, la vita apparirebbe agli occhi di coloro che avrebbero persuaso ancor più ripugnante in quanto terribilmente lontana dalle aspettative che imporrebbe quello stesso ideale.

   2 commenti     di: Luigi Lucantoni


Chi teme la morte non ha sofferto abbastanza, indipendentemente da quanto abbia vissuto.

   6 commenti     di: Luigi Lucantoni


Guardando una fiamma spegnersi in una terra abbandonata da un dio che non esiste, ci si chiede quale sia il senso di un affanno sovraumano, sempre presente, come il male. Quando la vista si annebbia di dolore, la rabbia pervade il corpo stanco di tutto, contrae i muscoli involontariamente. Chi comanda? Ingiustificabili autodistruzioni, ecco. Pensare di niente quando ci si isola, forti del proprio miserabile egoismo, piangendo perchè gli altri, nondimeno noi stessi, proverebbero pena per noi in quel momento. Poi chiudersi, sigillarsi in una morte affettiva, domandandosi perchè ci si senta soli, veramente soli. Rendersi conto di essere sicuri del solo fatto che urlare sarebbe inutile. Totalmente. Poi tornare a guardare quella fiamma che ormai s'è spenta; rimangano pure gli ultimi fumi del fuoco smorzato a girare nell'aria purchè l'anima speri ancora che il cavaliere della notte torni a riaccenderla. La speranza dell'anima non è che una potenziale realtà. Realtà.. Potenziale.. Paura.. Brio... Irrimediabile sconforto... Inetta... Pigra... Bassezza... È penoso... Lo slancio... Dispero... ... Ormai c'è solo cenere.



Prima credevo fossi la luce delle stelle, poi ti ho scambiato per il fuoco della rabbia, ora capisco che sei il riflesso della nostalgia.

   7 commenti     di: Noir Santiago


Urlo il mio dolore nel silenzio della notte. Nessuno sente più i miei pianti, nessuno può alleviare i tanti rimpianti. Nessuno sfiora i miei occhi stanchi. La solitudine mi culla e sorride, la solitudine mi sussurra non morire, mi tiene per mano ed io sconfitto accetto l'inganno.



Come gocce in un mare che non ha facoltà d'essere, noi soltanto ci infrangiamo tra gli scogli di questo mondo.




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