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Frasi e aforismi filosofici

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Sognare "di essere" è già la metà del percorso, l'altra è crederci con tutto se stesso.



Questo essere in guerra anche quando sei in pace.. è la tua natura, o forse ti piace?

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8 commenti    1 recensioni      autore: Linda Irico


Le due parole in assoluto più ingombranti sono "Io" e "Dio".



La poesia e come l'amore. Quasi tutti imparano a conoscerla, solo pochi riescono a comprenderla in profondità e nessuno sa dire cosa sia con esattezza.



Dico a Schopenhauer: se la vita è come un pendolo che oscilla tra dolore e noia, questo è pur sempre appeso a Qualcosa per poter oscillare.



La vita gioca con sagacia. Non è saggio prendersi gioco della vita.



L'omologazione delle coscienze è deleteria quanto l'esaltazione dell'individualità.

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4 commenti    0 recensioni      autore: Linda Tonello


Credo che tutti noi abbiamo dovuto fronteggiare più di una volta nella nostra esistenza l'assalto del dolore, in qualsiasi forma lo si voglia intendere: dolore fisico, morale, esistenziale. Esso provoca angoscia, sofferenza, perdita di lucidità, abbandono e frustrazione. La percezione della realtà, in presenza di questo stato d'animo, diventa sempre più debole e le figure che la realtà ci mette davanti agli occhi si tra-sfigurano, ci sembra di essere naufraghi abbandonati su una zattera alla deriva. Il viaggio diventa una follia, la fuga di fronte ad una realtà che ci soffoca e ci spinge alla chiusura e all'alienazione. La sensibilità del poeta cerca di organizzare la follia nel tentativo di dominarla, di comprenderla, di organizzarla. Il conforto della poesia è la catarsi del dolore. È attraverso di essa intesa come strumento di arricchimento che si aiuta l'anima a superarlo, e si trova quella forza di capire e di ri-cucire brandelli di realtà, che l'annebbiamento ci aveva fatto perdere di vista. In tal modo la letteratura svolge una funzione per così dire salvifica, getta un'ancora a cui aggrapparsi per evitare la deriva, diventa una "risorsa" che permette all'uomo di camminare a piedi nudi nella propria anima, scavarne le profondità e la problematicità, confrontarsi col proprio grido di dolore e sfidarlo. Io sono dell'idea che il dolore, e qui sto parlando del dolore non fisico, non possa essere conosciuto fino in fondo se non si cerca un atto di ribellione che ne scavi le ragioni profonde e tenda al suo superamento. Il dolore è un'esperienza necessaria, ineluttabile, certamente difficile da vivere, ma se non lo si affronta, se non lo si combatte, se non si trova un modo per controllarlo, per servirsene al fine di approfondire l'esperienza di comprensione del proprio io e del mondo che ci circonda, non ci potrà mai essere via di uscita dalla prigionia.

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1 commenti    3 recensioni      autore: Auro Lezzi


Viviamo come fredde macchine ostentando un'umanità in cui nemmeno crediamo

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3 commenti    1 recensioni      autore: vittorio pagni


è dalla più tenera infanzia che mi tormenta: il riso fa buon sangue, o è sulla bocca degli stolti?



Tutte le cose che non vuoi far sapere agli altri conservale nel cuore.



Meglio avere un leone a capo di un esercito di pecore, che una pecora a capo di un esercito di leoni."

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5 commenti    0 recensioni      autore: Enrico Volpe


l' infinito è per sempre... per sempre non è detto che sia infinito

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4 commenti    0 recensioni      autore: Philip Burns


Tutti a darle giustamente addosso... Ma quanto piace a tanti suscitarla!

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5 commenti    3 recensioni      autore: Auro Lezzi


Io vi dico chi trova se stesso trova il prossimo.



Fatto di atomi di diverso genere avente per natura una sola fede:IO!

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7 commenti    0 recensioni      autore: esther iodice


La casualità la possiamo solo constatare, mai decifrare. La sua persistenza fa di essa una "legge di indecifrabilità". 



A nessuno importa della mia benevolenza, mo solo quanto io sia misericordioso con loro.



La percezione è una cosa differente dalla realtà.



Esistono altre forme di vita intelligenti, oltre quelle terrestri? Sicuramente si! Non simili a quella umana, però; l'uomo è una singolarità assoluta, nella sua stupida presunzione di appartenere ad una razza intelligente: l'unica specie animale che, coscientemente, danneggia se stessa, gli altri esseri viventi e l'ambiente che la ospita.




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