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Tutto

Tutto puó succedere anche quando succede di tutto. L'importante è tener presente che il tutto non è mai abbastanza, altrimenti bisognerebbe accontentarsi di tutto, ed il qualsiasi non sempre è congeniale alle proprie aspettative.

 

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6 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 03/07/2012 21:12
    In un istante può accadere tutto ciò per cui ci vorrebbe parecchio tempo, ed in parecchio tempo può succedere ciò che potrebbe concretizzarsi in un attimo. Quindi conviene non crearsi mai aspettative ed imparare, se si riesce, a farsi bastare ciò che accade a tempo debito! Perlomeno così interpreto la tua veritiera riflessione
  • mario durante il 01/07/2012 08:44
    L'assoluto di tutto è omnicomprensivo, perciò comprende anche l'insufficiente, chia ha tutto attende sempre la completezza.
  • Rocco Michele LETTINI il 01/07/2012 07:00
    UN AFORISMA DA IMPAZZIRE... PUR CONDIVISIBILE... TERESA DI BUON MATTINO E POI... ANCORA ASSONNATO...
    IL NOSTRO CAMMINO È UN REBUS ED ECCOTI AVALLARE LA TUA PRIMA PARTE... E AVVALORARE IL TUO CONSEGUENTE...
    SPERO DI AVER TROVATO RISCONTRO NEL TUO PENSIERO...
    CIAO TERESA... SERENA E FELICE DOMENICA E D'AZZURRO INTINTA...

6 commenti:

  • Nicola Lo Conte il 07/07/2012 11:21
    Bello e davvero godibile...
    Concordo con te!!!
    Tutto può accadere, dunque perché non andare oltre il tutto?
  • Ugo Mastrogiovanni il 03/07/2012 17:47
    Tutto, inteso come pronome, per alcuni ha un significato di neutralità con diversità di accezione. Per la brava Tripodi ha anche il senso di relatività e se lo gioca con allegria e piacevolezza espressiva.
  • Anonimo il 02/07/2012 10:05
    il tutto per noi è soggettivo... hai scritto in poche parole un capolavoro... sei brava Terry meravigliosa metafora... non è mai abbastanza o potrebbe sccedere di peggio... un abcio amica mia...
  • Teresa Tripodi il 01/07/2012 09:37
    ringrazio tutti e vi auguro Buona domenica e buon bagno a chi ha il mare o buona doccia se uno decide di lavarsi...... Giuffrè che ti devi dire... bhe sai neppure a me era mai capitato di scriverlo con l'accento acuto... o forse si bho...
  • viktor il 01/07/2012 09:04
    Che devo dire, Teresa? Questo tuo "aforisma" (tra virgolette, perché in realtà è più una considerazione che un aforisma) ha dato la stura a tutta una serie di riflessioni. Mi ha fatto pensare parecchio. Per quello non l'ho commentato subito. È vero. Può sempre succedere di tutto. Spesso accade che di fronte a un problema cerchi di pensarle tutte. Ragioni su ogni possibile risvolto e poi quello che accade è sempre l'imprevisto. Quello che non eri riuscito a considerare. Ma il punto che più mi ha fatto riflettere è "altrimenti bisognerebbe accontentarsi di tutto". Ma secondo te, ci si accontenta veramente di tutto quello che si ha? O, al limite, di quel poco che si ha? E se sì, perché ci si accontenta? Non credo. Credo che in realtà non ci si accontenti mai. A volte ci si accontenta solo per paura. Paura di un rifiuto. Paura di una sconfitta. Paura di perdere quello che si ha. In fondo non si è mai preparati a una sconfitta. E così ci sono persone che fanno di tutto per incanalare la propria vita in una tranquilla routine. Fare in modo che dietro a ogni angolo ci sia un altro angolo sempre uguale. Sempre lo stesso. A volte va bene, a volte va male. Ma l'imprevisto c'è sempre. E ti costringe a cambiare. E poi siamo sicuri, che anche a costoro, esseri che si accontentano a prescindere, quella vocina maledetta ogni tanto non si faccia viva? Quella vocina che ti dice "E io?". Magari, per caso, leggendo un rotocalco, dove vedi individui insulsi e inutili raggiungere fama, notorietà e ricchezza, per fare solo un esempio, E la vocina parte, dicendoti "ma se quella volta... avessi fatto... invece di...". Ma poi, per fortuna, il "buonsenso" che sempre compensa la paura, dice: "ma no, ma cosa vai a pensare? In fondo stai bene così... che ti manca?". E così, quella volta, per paura di una sconfitta non hai "fatto". E ora sei costretto ad accontentarti. E per compensare, ti convinci di essere felice. Ma poi, alla fine, il tarlo del "rimpianto" ogni tanto riaffiora. E così, partono i pensieri: "se avessi osato...", "se avessi avuto il coraggio di amare...", "se...", "se...", "se...". Potrei andare avanti per ore a scrivere, ma non è il caso. Preferisco tornare nella mia cuccia, con i miei "se", i miei "ma" e i miei "forse". Posso solo dirti "Grazie Teresa", questo "aforisma" mi ha fatto riflettere e riflettere non fa mai male, anzi, e in fondo i tuoi pensieri fanno sempre riflettere.
  • Anonimo il 01/07/2012 08:53
    Non m'era mai capitato di leggere ‹‹può›› con l'accento acuto.
    Una chicca

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