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Passaggio

Era già da molto tempo che il paesaggio cambiava. Non che mutasse in sé, ma variava in un susseguirsi di composizioni talvolta quasi assurde. Nell'aria, di nuovo, forse non c'era niente. Ti sembrava più frizzante, ecco. Incoerenti tratti di vite forse inconsapevoli della loro smisurata capacità di amare, si rendevano presenti come pesanti sagome sovrastanti aspetti per nulla diversi da quelli che tu eri stato abituato a riconoscere e ad accettare. Un'attesa, in fondo, la tua pallida presenza qui tra noi. L'amarezza della pietosa sofferenza non conquistò mai nessuna parte dell'universo.

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 08/12/2012 12:24
    M'interessa sempre molto tutto ciò che leggo, perciò vorrei capire il vero significato di questo tuo scritto, del quale intuisco un senso profondo che tuttavia non riesco a fare convintamente mio.

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