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Caos

Cerco la sapienza nei libri e la posseggo negli occhi e mi ferisce le viscere, mi confonde il caos. Eppure la morte è sempre vicino senza per questo anticiparne. Le persone vi soggiornano solo, sul pianeta, sentimenti, opinioni e ideologie ci uniscono o dividono per un potere a noi sconosciuto. Cos'è che spinge a uccidere? È per un lembo di terra o per religioni fatte di assurdità e divieti?

 

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 20/07/2013 17:55
    sei sempre più matura e hai una scrittura ammaliante... brava!,)
  • Anonimo il 20/07/2013 09:26
    Quanta sapienza -quella vera, semplice, spontanea- nelle tue parole di oggi, Augusta. Non tanto fuori di noi è da cercare, dove troppi falsi saggi ci confondono le idee, avvelenano mente e vita, ma nelle profondità della nostra coscienza, sposata col vissuto autentico di ogni giorno.

15 commenti:

  • Anonimo il 25/08/2013 19:57
    Felice per la sintonia, Luana, ben lieta per il <tu> che amo tanto.
  • Luana D'Onghia il 25/08/2013 17:51
    Di certo c'é una globalizzazione della cultura e nella vita quotidiana, per essere in tono con questa inflazione culturale, ci si mette a salmodiare sulla parola "cultura": cultura d'impresa, cultura del management, cultura dello scontro, cultura dell'insicurezza, cultura delle relazioni sociali, cultura del pallone... Invocata a ogni piè sospinto, la parola è diventata ormai il jingle dei particolarismi, delle idiosincrasie, del reflusso gastrico, un rutto di tic collettivi, una formula magica dei gruppi, delle coorti o delle bande che ne hanno perso l'uso. Se prima aspirava all'universale, la cultura non è ormai che l'espressione di riflessi condizionati, di soddisfazioni zoologiche, di individualismi. E in questo sono d'accordo con te, Vera (mi permetto di usare la seconda persona per facilitare un certo rapporto solidale da parte di entrambe). E ancor di più condivido il tuo secondo intervento, dove sottolinei che quella non è cultura, ma subcultura - io aggiungerei anche culturale. Cultura che invece è un coltivare, un culto che non è però un'adorazione o una contemplazione estatica -cioè, lo è anche!-, ma direi il tentativo di presentire nel mondo e nell'uomo un infinito circoscrivibile. Per quanto riguarda il messaggio che ho cercato di inviarti, mi ero semplicemente espressa positivamente sulla tua persona ed età, avendo riscontrato una determinazione e un entusiasmo veramente non comune, e augurandomi che fra noi due non ci fosse solo una accomunanza geografica. Buona serata!
  • Anonimo il 25/08/2013 10:42
    Luana, le avevo detto anche altro, che però non trovo più, allora mi ripeto e... speriamo compaia finalmente: Io non ho detto che <la> cultura getta nel caos la sapienza, ma che c'è <una> cultura -avrei dovuto, anziché essere indirettamente ironica, chiamarla <subcultura>!- che a volte la getta nel caos.
  • Anonimo il 25/08/2013 10:36
    Luana, i messaggi sul profilo non li stanno più pubblicando... Cosa mi voleva dire?... Me lo può dire qui, se vuole, qualunque sia il suo contenuto, almeno <per quanto riguarda me>.
  • Anonimo il 25/08/2013 10:21
    ERRORE, chiedo scusa: ho scritto <l>, anziché <la>...
  • Anonimo il 25/08/2013 10:19
    Luana, io non ho detto che <l> cultura getta nel caos la sapienza, ma che c'è <<una>> cultura -però avrei dovuto precisare <<subcultura>>- che lo fa!
  • Luana D'Onghia il 25/08/2013 09:09
    Sempre troppo gentile AUGUSTA, ma, anche volendolo, è il tempo che mi manca! Sono arrivata al punto di crearmelo, ma così brava non sono ancora diventata! Un bacio
  • augusta il 25/08/2013 08:35
    LUANA... ottimo il tuo commento mi mancava solo la prova di ciò che la mia mente giorno per giorno si domanda e tu con grande maestria hai incarnato il mio pensiero... un grande beso.. alla mia preferita di questo sito... p. s... a PR faccio un appello prendete sotto le vostre ali LUANA... lei è straordinaria...
  • Luana D'Onghia il 25/08/2013 07:28
    Non è la cultura che getta nel caos la sapienza, ma la natura stessa dell'uomo, avida e incontentabile.
  • Anonimo il 24/08/2013 23:09
    Cara Luana, c'è una sapienza che apre la mente, ed una cultura che a volte la getta nel caos.. Io credo che la sapienza sia figlia della contemplazione semplice, diretta, profonda, figlia dell'Amore per la Bellezza ed il Bene.
  • Luana D'Onghia il 24/08/2013 20:57
    Boccaccio nelle "Esposizioni sopra la Comedia di Dante", canto IV (II), 64 afferma testuali parole: "E dobbiamo credere non sempre nelle catedre, non sempre nelle scuole, non sempre nelle disputazioni leggersi e intendersi filosofia: ella si legge spessissimamente ne' petti delli uomini e delle donne". Per "filosofia" si intende appunto "amore per la sapienza", quella stessa sapienza che cerchi anche tu, Augusta. Ma questa pienezza è purtroppo sfuggevole, ed è per questa ragione che si ritiene che il termine "filosofia" sia stato coniato da uno spirito religioso, giacché si presupponeva come possibile solo agli Dei una "sofia" (sapienza) come possesso certo e totale, mentre rilevava come all'uomo sia possibile solo un tendere alla sofia, un continuo avvicinarsi, un amore (come ci ricorda Platone col Simposio) mai del tutto appagato di essa. E questa continua mancanza genera caos, da intendere non solo come disordine, ma anche e soprattutto come terrore. È in quel momento che l'uomo, terrorizzato da tutto ciò che non conosce e che ignora, si affida alla fede, ad una speranza in qualcosa o in qualcuno che lo salvi, che lo protegga. Da qui la nascita della religione come quasi una potenza in potenza. E l'unica cosa che possiamo fare è vivere, vivere in quel caos, capirlo, amarlo e odiarlo, perché noi siamo figli e genitori di questo caos. Ed è in quel caos che noi ci riconosciamo.
  • Anonimo il 12/08/2013 13:29
    I sogni, Augusta, sono veramente belli ed utili se realizzabili, altrimenti fanno solo soffrire di più.
    La realtà poi ci appare spesso brutta per il male presente in essa, ma... di bene ce n'è e potrebbe essere perfino bellissimo se solo ci dedicassimo ad esso con la stessa intensità con cui non facciamo che guardare al male del mondo!
  • augusta il 12/08/2013 12:22
    charles carissimo... forse il divario d'età è ampio ecco allora che ho un'altra visione di vita... ma sin da giovanissima non consideravo e considero la vita una cosa meravigliosa..è piena di acciacchi.. di insidie.. di turbolenze.. e se ci pensi... ti alzi al mattino.. e ti corichi alla sera... e durante la giornata hai tutti gli imprevisti... non oso pensare se mai arriverò ad un'età... molto avanzata... non lo so... sai charles la mia fissa sarebbe stata quella di vivere nel futuro.. dove fra millenni di anni cadranno religioni... ci sarà un popolo più umano più unito... viaggeremo nello spazio... e la nostra mente avrà un 'altro modo di pensare.. di vivere... forse sono andata troppo avanti e mi scuso se ho preso questo spazio... 1 beso.. p. s... quando pubblico una mia che sia poesia.. racconto.. o riflessione... sono state scritte molto tempo fa (anni).. qualcosa c'è di nuovo nelle poesie ma è poca cosa... ciao da una tua grande ammiratrice...
  • Anonimo il 11/08/2013 15:27
    Molte domande che resteranno senza risposta... ma la vera risposta è la vita e questa va vissuta fino in fondo. Il resto è letteratura.
    Al contrario di quanto dice frivolous credo che invece il tuo modo di scrivere sia migliorato negli ultimi anni... anche se questo pensiero del 2001 è importante. Un saluto.
  • augusta il 21/07/2013 09:15
    grazie vera... per fri... questa l'avevo scritta nel lontano 2001 16 settembre in merito l'attentato di new york.. e mi facevo per l'appunto queste domande... 1 beso...

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