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Felicità(tra balle presunzioni e cotillons)

Presunzioni perchè sto probabilmente esternando un momento di privata onniscenza... Balle perchè probabilmente so tutte stronzate... Cotillons ve lo spiego dopo..!! Una cosa è certa... Parlare di Felicità non è mai sufficiente, poichè è inequivocabilmente la cosa da raggiungere più appetibile per ognuno di noi... E parliamo allora: Cos'è praticamente la felicità:Secondo me è il raggiungimento dell'equilibrio tra lo star bene dentro e fuori... Molto molto praticamente..!! Non è mai duratura, poichè ogni equilibrio non può durare a lungo... Troppi sono i fattori che accompagnano la nostra vita, che contribuiscono a spezzarlo, magari quando meno te lo aspetti..!! Si vive felici, quando non si hanno desideri, in quanto si ritiene di avere tutto ciò di cui si ha realmente bisogno... Ma è condizione rarissima. un po' poichè il non desiderare, contrasta efficacemente con la natura umana... Ma sempre perchè l'accontentarsi, si sposa bene col concetto di dover comunque rinunciare... E non è quindi l'accontentarsi, l'elisir della felicità.. Potremmo dire in breve che basterebbe riuscire a vivere, nel modo che si ritiene giusto per se stessi?? Gia è meglio, perchè il vivere una vita scelta è cosa piacevolissima... Al netto contrapposto è il vivere una vita imposta... E quando si parla d'imposizioni, si può svariare in qualsiasi campo dell'umano scibile. Conclusione la felicità esiste, ma per un tempo limitato... Bisogna goderne finchè si può... Altro tipo d'infelicità è quello di non riuscire a fare quanto magari si vorrebbe, per la felicità degli altri... Spesso però è letteralmente impossibile, quanto estremamente appagante... Esempio pratico...:Io non regalerei la mia vita per niente e nessuno... E non sarei nemmeno capace d'un gesto eroico, che potrebbe annientarla... La ritengo un bene troppo prezioso, che non si può donare.. Forse per un figlio... Forse si... Ma lo ritengo sempre più facile dirlo, che farlo.. Però quando vedi, o percepisci la sofferenza degli altri, la voglia di far qualcosa contribuisce comunque al raggiungimento del maggior grado della tua felicità. E... I cotillons?? I cotillons son scherzo, ed ironia... Componenti che stazionano in un punto molto alto dell'arco della felicità... In conclusione, ritengo che dare una definizione certa alla felicità, sia impossibile... Un qualcosa di genericamente indefinibile, perchè troppo personale.. Forse si è felici nei momenti in cui si sorride... Ma è troppo riduttivo.. Forse ha più senso dire che si è felici nel quando si riesce a percepire in toto il propio sorriso... E concludo con il detto di uno buono:Vivi malinconico anche sempre, triste mai..!!

 

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1 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 02/11/2013 10:47
    La felicità è come la lotteria, possono partecipare tutti, ma vincono sempre gli stessi... meglio preferire i coglions... cotillons!
  • Caterina Russotti il 02/11/2013 09:20
    La felicità come dici tu amico mio, è un qualcosa di simile ad un elastico... Bisogna viverla prima che si rompa... È un obiettivo tanto desiderato e poi raggiunto... È semplicemente stare bene con se stessi e chi ti circonda...è sorridere magari anche per cavolate, è meravigliarsi davanti alle cose semplici... È insomma guardare dentro noi stessi il nostro cuore il nostro essere e domandarci cosa veramente vogliamo... ed allora solo così riusciremo a capire che forse non tutto si può avere... E bisogna prendere al volo quegli attimi di felicità che la vita ci dona. Stupenda riflessione... Grazie amico mio.
  • Vincenzo Capitanucci il 02/11/2013 07:28
    vivere dietro le imposte... e non vedere il sole...

    Ottimo Auro... sembra che il desequilibrio... ci porta sempre a raggiungere un equilibrio... sempre più lontano... spinto da mani di ventosa malinconia... l'altalena della vita... va...

1 commenti:

  • Anonimo il 02/11/2013 07:59
    A me sono chiare due cose: 1) In questo mondo la vera felicità, ossia il possesso di ogni bene e l'assenza di ogni male, non esiste. La si può vivere solo in rari momenti in cui si è completamente presi da un qualcosa di personale così intenso, da farci dimenticare per qualche attimo tutto il resto. 2) Certamente però la felicità è l'aspirazione prima di ogni essere ed è anche certamente legata, per chi più valga, a valori spirituali ed a un giusto benessere materiale. Allora, cosa dovremmo concludere: che una realtà grande, nel bene che certamente contiene, come la vita, sia solo un enorme imbroglio universale, o piuttosto che si è chiamati tutti a far nostri quei valori che la parte migliore di noi stessi ci fa giudicare veramente tali e già capaci di farci assaporare profonde gioie almeno interiori? E perché, dopo averli in parte e progressivamente gustati, si possa un giorno possederli finalmente in pieno e per sempre, compiendo così l'aspirazione più profonda che tutti noi indistintamente possediamo nel profondo di noi stessi, alla radice proprio del nostro essere. Io credo nella grandezza della Vita, da Lei mi aspetto tutto ciò che, a saperla contemplare, già contiene come libera offerta alle migliori aspirazioni di ognuno di noi.

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