accedi   |   crea nuovo account

Per-donare

In un linguaggio più che comune, dove i secoli si contano dalla morte di Cristo, al quale la maggior parte degli esseri nemmeno credono, dove la mediocrità non ha un abito connotativo ed è puramente volgare, dove la specie ha bisogno di sezionare ancora come pseudo chirurghi quattrocenteschi, dove lo spirito e il corpo non risiedono mai insieme nel concepimento di una idea, dove i sessi ancora non si conoscono e fanno gli stessi errori peccando senza peccare mai di umiltà, dove la stanchezza è sinonimo di insana e circostanziale coscienza d'esistere, in questo linguaggio sfugge il paradosso più ovvio, quello devastante l'inerzia di un vivere davvero e pienamente, quello di una follia brutale ai più, marchiati e catalogati, quello della capacità di sorridere senza motivo apparente, quello del dono di sé totalmente a se stessi.

 

1
1 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

1 commenti:

  • giuliano paolini il 19/01/2014 08:27
    L'uomo appare improvvisamente in un palco sconosciuto e deve creare le regole dal nulla è inevitabile che faccia degli errori e che si affidi alla apparente sicurezza di chi mostra decisione o mancanza di dubbio. Poi viene la fase delle domande ma troppo spesso dato che risposte non esistono si finisce per scivolare nuovamente nelle certezze di chi cammina spedito solo perché ha visto che questo atteggiamento ha portato benefici di natura pratica. Mi piace la tua ricerca, non ti auguro porti a nulla perché penso che non ci sia nulla oltre le domande ma anche io continuo a urlare disperatamente chi dove come perché. Un abbraccio sincero

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0