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Dovunque c'è l'uomo

Dovunque c'è l'uomo c'è l'occasione di fare del bene (diceva Seneca), ma non di rado s'incontra anche chi del bene non vuole gli sia fatto, perché è lui quello che vuol far del bene. Ne nascerà una flebile discussione, che presto degenererà in una lotta dialettica all'ultimo sangue che sfocerà, come fiume in piena, nella zuffa tipica degli intellettuali, i quali si dimenano dando sberlette a casaccio senza mai colpirsi davvero. In questo non saper seriamente far del male l'individuo colto intravede la propria superiorità intellettuale nei confronti di chi, dopo averlo menato a sangue, si appropria della ragione, e la storia gliela concede per l'assenza di alternative.

 

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2 commenti:

  • massimo vaj il 24/06/2014 15:36
    Non c'è mai una generazione che può essere detta migliore delle altre, ma migliori possono essere alcuni individui appartenenti a ognuna della generazioni considerate. Sono sempre i valori coltivati e vissuti, a essere meglio o peggio, ma anche qui dipende dal valore di chi li ha vissuti, per come li ha voluti vivere o fingere di viverli.
  • ignazio de michele il 24/06/2014 14:20
    direi, fine anni sessanta! ottimo quadro di un periodo caratterizzato da esseri superiori, che poi in effetti non lo erano.

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