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Imperi e luna park

I più grandi imperi sono nati non con la forza, ma con l'integrazione. l'accettazione. Roma e gli arabi in pochi anni conquistarono il mondo perchè lasciavano ad ognuno la sua cultura, la religione, usi e costumi, solo offrivano, ed a tutti conveniva, controllo, sicurezza, leggi certe, una cornice dove poter inserire la propria vita, il proprio mondo. È lo stesso potere attrattivo esercitato ancora oggi, forse in misura minore rispetto al passato, dagli Stati Uniti. Non si vince mai brutalizzando, ma integrando, assimilando. È questa sicuramente una legge della vita. Sia Roma che l'impero Arabo si sono poi sgretolati non tanto per fattori esterni ma interni, quando cominciarono lotte intestine e guerre di potere pian piano tutto finì, Roma smarrì la propria fierezza, divenne molle e corrotta, gli arabi si divisero in mille fazioni, così tutto crollò, inesorabilmente. Ed oggi? Cosa dobbiamo aspettarci? È forse l'occhio troppo vicino per vedere, per capire? Non vedo calamite, e per calamite intendo popoli con valori tali da dare potere attrattivo ed integrante, mi sembra di vedere una frammentazione estrema dovuta ad un unico fattore: una malaugurata idea di libertà che ha fatto dell'individuo non un microcosmo, dove nella scelta e nel pensiero si esercità la sua umanità, dove si affina il grado di coscienza, ma solo un imbuto, o un grande tubo digerente. Libertà, oggi, è provare tutto, e consumare velocemente per poi passare ad altro, si richiede entusiasmo ma non riflessione, come in grande luna park, e tutto è uguale, un'automobile o un santone indiano, Hollywood o l'Himalaya, la religione o la vacanza alle Maldive, la suora e la pornostar, tutto si può mischiare, tutto si può fare, quasi si deve fare, in nome della nostra sacrosanta libertà. Non è difficile profetizzare un baratro, purtroppo sempre più profondo, ed un'altra arca di Noè, con i semi di un nuovo mondo, forse già presenti ora, ma invisibili

 

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