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Scrivere o riscrivere?

Trovo che ultimamente si faccia poesia "a rovescio". Invece che un titolo simbolico-espressivo che colleghi ed accomuni concetti e/o immagini apparentemente differenti (e slegate) tra loro, si dia nome a sentimenti conosciuti e li si agghindi di luoghi comuni.

 

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0 recensioni:

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11 commenti:

  • laura cuppone il 21/01/2010 17:02

    ok...
    le divergenze fanno riflettere
    ... quasi sempre
    o restano tali
    come in questo caso...
    Laura
  • Minalouche TS Elliot il 20/01/2010 21:07
    ah.. la parola e la voce, l'orecchio, coinvolgono chi scrive, chi legge... prova ad immaginare un testo sgrammaticato letto ad alta voce... sai che bello!
  • Minalouche TS Elliot il 20/01/2010 21:04
    Io non son assolutamente d'accordo su quanto dice Laura C., primo perché nel momento in cui si scrive qualcosa e la si pubblica, anche in un sito amatoriale come questo, lo si fa per farsi leggere, per avere un riscontro, altrimenti non avrebbe senso render pubbliche le nostre parole... quindi dal momento che si scrive si devono rispettare alcune regole, prima fra tutte LA GRAMMATICA ITALIANA... che non è un blocco per l'ispirazione (la trovo una pessima e patetica scusa) ma semplicemente render comprensibile ciò che si scrive. Quindi se qualcuno usa "e" al posto di "é", o viceversa, non è perché era "bloccato" dalle regole dell'italiano, ma semplicemente non le conosce e non si prende la briga di verificare le sue parole.
    Punto secondo ho notato che spesso chi scrive gioca sulla misteriosa incomprensibilità del testo... e spesso l'autore gioca su questo per "ammantarsi" di mistero.. autori che pian piano si rischia di evitar di leggere semplicemente perché, ad un certo punto, si perde il filo del discorso... non si capisce ciò che vogliono dire.
    Poi, per carità, ogni autore scrive cosa e come vuole... ma anche chi commenta ha il diritto di dire, onestamente e senza offendere, la sua opinione sull'opera senza esser offeso in privato per un commento negativo.

    La letteratura, la scrittura non può esser messa nello stesso piano della pittura, semplicemente perché son differenti per tecnica e risultato, e toccano "corde" diverse.
    La pittura coinvolge prevalentemente l'occhio... la parola anche l'orecchio e la voce.

    Non è vero che non siamo obbligati a farci capire, perché se così fosse non avrebbe neanche senso pubblicare ciò che scriviamo... sbaglio?
  • laura cuppone il 20/01/2010 16:38
    c'è differenza tra leggibile e comprensibile...
    un quadro non sempre é comprensibile
    poichè frutto di spasmi e umori del'artista e della sua personalissima follia...
    così la poesia..
    non mi piace esser compresa
    anche perchè sarebbe quasi impossibile
    nè pretendo di comprendere
    ma piuttosto mi fa piacere accendere un lume
    emozionale
    che ognuno si mastichi e digerisca a modo suo...

    non siamo obbligati a farci
    capire
    per esser apprezzati
    e spero per quanto mi riguarda
    di restare incompresa
    e di portare alla riflessione o all'emozione
    anche solo con i miei odiatissimi puntini di sospensione...

    non abbiamo doveri
    scrivendo
    nè leggendo

    quasta si che é una regola!!!!
    Laura
  • Samuele Scagliarini il 20/01/2010 16:07
    Mi fa piacere conoscere il tuo punto di vista.
    Niente regole, e direi che di fatto sono state abolite/omesse (e sono più che d'accordo!!)... ma la comunicazione! La creazione di un'immagine efficace che trasmetta a chi legge il significato di ciò che volevamo esprimere... credi davvero che manchi a causa dei lettori che non hanno le capacità di leggere tra le righe?
    Non dico che non sia vero, ma penso che sia innanzitutto un impegno dell'autore quello di rendere comprensibile o interpretabile il proprio lavoro. Per questo evito il buonismo... grazie, è molto importante per me ragionare su queste cose...
  • laura cuppone il 20/01/2010 15:44
    ci si aspetta sempre
    di riuscire a leggere tra le righe
    e poi magari
    siamo noi a non averne la capacità...
    e quel "a rovescio" che trovo daltonico
    o forse pretenzioso...
    ma poi.. davvero esistono regole
    nello scrivere?
    assolutamente no
    come dare un'etichetta anche alla poesia...
    eh no, basta... BASTA!!!!!!
    ne abbiamo abbastanza di regole...
    e tranne quelle grammaticali (che rovinano se non altro la musicale ispirazione di un concetto)
    nessuna regola per la poesia...
    assolutamente...
    altrimenti l'arte é ridotta
    e privata
    di musa...

    anche la mia é una considerazione assolutamente
    personale...

    un abbraccio
    Laura
  • Samuele Scagliarini il 20/01/2010 15:35
    Grazie Laura!
    Mi spieghi però? Perché "daltonico"?
    Sono d'accordo anch'io con Nicola in merito al diritto di ognuno di scrivere, pubblicare, commentare e definirsi poeta... ma in quanto a "poesia" credo nella concezione che ho espresso...
  • laura cuppone il 20/01/2010 15:17
    trovo daltonico
    questo modo di vedere
    (senza offesa)
    la poesia
    o la pseudo-tale
    e mi trovo d'accordo (ahimè ancora)
    col mio amico Nico
    che la sa lunga
    e lascia respirare...

    Laura
  • Samuele Scagliarini il 15/01/2010 10:40
    Piccola postilla, forse inutile... la definizione "a rovescio" viene da una mia personale concezione.

    Mina, Nicola, magari girassero più commenti come i vostri... ma forse questo dipende sempre dagli argomenti degli scritti. Grazie per condividere.
  • Nicola Saracino il 14/01/2010 22:08
    Non so se è poesia a rovescio, ma sento profumo di verità in questo aforisma.
    Per Minalouche: credo che chi scrive male non se ne renda conto, altrimenti non pubblicherebbe. Quindi non si rende conto nemmeno di quando e quanto siano gli altri a scrivere male. Diciamo che chi scrive male è anche un lettore che non distingue. Allora, che fa? Tanti complimenti agli amici ed anche agli altri, se si prestano a restituire i complimenti. Beninteso, ci sono anche commenti non proprio positivi, ma non per questo di buona qualità. Beh, mi sembra davvero che a scrivere siamo in tanti, in rappresentanza di una società molto variegata ma democratica, dove ciascuno ha diritto ad un voto. Così qui ciascuno ha diritto a chiamarsi poeta! Nicola
  • Minalouche TS Elliot il 14/01/2010 20:47
    Purtroppo, con la scusa che è lecito scriver tutto, basta andar a capo ogni tanto ed è poesia, mi è pure passata la voglia di scrivere, o per lo meno di pubblicare. Molti autori passano ore, giorni a cesellare/limare le parole per dar, oltre che spessore, ritmo, musicalità... son autori che da un bel po' non scrivono, purtroppo.
    Veder fior di commenti e stelline luminose su opere che definir banali è da buoni, fa male... i commenti, la maggior parte, sono per simpatia/amicizia verso chi scrive, non certo per ciò che vien scritto... leggere "sei il sommo poeta del sito" (tanto per esagerare... ma neanche tanto) su un "opera" che, banalità a parte, è pure farcita da errori grammaticali, errori di punteggiature, tempi verbali da far rizzar i capelli... che ti devo dire Samuele.. se commento e faccio notare il tutto mi prendo della poco gentile, che la poesia era di anni fa e correggendo gli errori perdeva di significato (giuro quando ho letto questo messaggio mi son messa a piangere!), da quella che guarda solo la struttura ecc. ecc. Veder votate certe "opere" e commentate, mentre altre, davvero ben scritte, passano inosservate non è bello. Come vedi approvo completamente le tue parole... anche nel forum del sito si parla di ciò.

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