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Rassegnamento

Se ci dovessimo sempre rassegnare all'andamento del marcio di questo mondo moderno, la vita stessa non avrebbe senso.

 

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18 commenti:

  • Anonimo il 18/04/2010 08:00
    Alla fede e alla speranza dovrà seguire la carità che gli uomini dovranno chiedere dopo la prima e ultima guerra nucleare...
  • tania rybak il 18/04/2010 02:20
    ps. Massimo, sei cosi bravo a far girare la testa delle persone con le parole difficili, che si scordano persino come si chiamano, ma il senso di questo aforisma si chiama semplicemente fede e speranza
  • tania rybak il 18/04/2010 02:11
    hai ragione, bravissimo
  • Anonimo il 16/04/2010 14:17
    Grazie Massimo, visto lo spessore un tuo commento sarà per me oro! (Lo penso sinceramente)
  • Anonimo il 16/04/2010 14:15
    Lo sapevo che non mi avresti creduto. La verità è così declinabile che quando ne imbrocchi il tempo ne sbagli il verso. Certo che anche tu sei singolarmente strano nel non intignarti su posizioni che cominciavano a chiederti di essere comprate in contanti...
    Sì che ti leggerò.
  • Anonimo il 16/04/2010 13:48
    Allora devo veramente complimentarmi con te. Se forte, veramente forte. La mia convinzione sta nel fatto che vedendo come vanno le cose i titoli le carte con voti ecc. ecc. sono ormai figurine. Se solo ricordo che per superare gli esami di latino si diceva: «O sei mesi in otto ore, o otto in sei mesi!».
    Sei grande, posso chiedere un tuo commento sulle mie opere da minimalista? Ne sarei enormemente grato.
  • Anonimo il 16/04/2010 13:41
    Ti potrà far piacere sapere che ciò che espongo non mi appartiene, né è farina del mio sacco. A nessuno è concesso di appropriarsi della verità dei principi. Di mio c'è solo la scelta (operata in grande difficoltà dei termini meno soggetti a fraintendimenti, ma sono un illetterato privo di solide basi sintattiche e grammaticali, e non è un contentino che sto dandoti in conseguenza del tuo dire, ma la verità della mia mancanza di cultura diversa da quella che mostra la realtà che sta davanti al mio intuito.
  • Anonimo il 16/04/2010 13:21
    Ok Massimo, hai pienamente ragione. Sono una persona limitata, nonostante gli studi umanistici le tue diallele sono state vissute molto epidermicamente. Ed hai ragione da vendere e chiedo umilmente scusa. Però ma parlate di poesia, di testo, di metrica, di timbro ecc. ecc. il sistema che porti va per altri luoghi molto più pertinenti alle tue conoscenze. Tutto qua e umilmente chiedo scusa e mi ritiro nella mia convinzione che non si finisce mai di imparare e per questo ti ringrazio.
  • Anonimo il 16/04/2010 13:11
    Inoltre le mie esposizioni non sono parte di alcun tipo di filosofia, ma appartengono alla dottrina unica metafisica. La differenza è inconcepibilmente grande, perché a differenza della prima la metafisica si occupa dell'universale ed è concezione sovra razionale e sovra temporale. Soprattutto... non appartiene al dominio delle ipotesi umane né delle idee, ma è la conseguenza della conoscenza, immediata e certa, dei principi universali.
  • Anonimo il 16/04/2010 13:04
    Che il tuo non sia un conoscere lo si capisce dalla confusione che fai mettendo due termini, quali sono l'universale e il particolare, sullo stesso piano, come se si trattasse di un'opposizione. Il particolare ha, come opposizione che gli è anche complementare, il generale, mentre dovendosi intendere l'universale per ciò che legifera l'universo intero, non è concesso attribuire all'universale alcuna opposizione. Le altre tue considerazioni sul mio dire sono affette delle stesse tue limitazioni dovute a una generale incomprensione di ciò che scrivo.
  • Anonimo il 16/04/2010 12:35
    Ho letto con molta attenzione i tuoi commenti. Sinceramente penso che in un'ottica strettamente filosofica ci siano svariate deduzioni multiformi, che per spazio e ambiente, non riesco a considerare pertinenti. Ma solo per questa ragione. In un mero discorso di appartenenza tra universale e particolare non si può non darti ragione, anzi si dovrebbe condividere essendo la storia della filosofia e la filosofia teoretica ormai alla base di espressioni che hai usato, anche se talvolta abusate. Quello che non capisco è la necessità di trasferire ad una "res" (termine poco felice) quale questa frase, tali implicazioni. Non ti sembra necessario che lo scibile sia reso semplice e condivisibile nella semplicità. Per quanto riguarda il tuo ultimo commento, nessuno può accusarti di boria, ma se mai di miopia. Un proverbio sentenziava: «che senso mai può avere spremere cicoria per ottenere vino!»
    Il mio è solo un invito a una presenza più "leggera". Scusate la mia intrusione.
  • Anonimo il 16/04/2010 12:03
    Si deve riconoscere, dunque, che il senso è sempre presente sia nel microcosmo che nel macrocosmo in cui ogni realtà si esprime e quando si parla del cosmo intero risulta evidente che anch'esso deve necessariamente avere il suo proprio senso che ne stabilirà la qualità e, di conseguenza, anche la reale intenzione, perché sarebbe impossibile pensare che tu, che nutri intenzioni e che mostri (si fa per dire) intelligenza, sia più dell'universo che ti contiene e che ti ha generato. Prova ancora a dirmi, dopo tutti i regali che ti sto facendo, che sono un otre piena di boria...
  • Anonimo il 16/04/2010 11:58
    Per "senso" si deve intendere la direzione. Ciò che differenzia le sostanze è l'orientamento nello spazio delle molecole che compongono queste sostanze, così che identici molecole, i carboidrati, differentemente orientate nel loro estendersi originano o gli spaghetti o lo zucchero. Quando questo orientamento che è direzione e misura della qualità si riferisce alla sfera spirituale si deve parlare di intenzione. Il senso dell'intenzione stabilisce la qualità dell'azione che ne scaturirà. Semplicemente complesso vero?
  • Anonimo il 16/04/2010 09:06
    E lo dimostri, una volta in più, con una considerazione priva di senso... )
  • Luigi Lucantoni il 16/04/2010 00:38
    non a caso penso che il senso della vita sia la madre di tutte le utopie
  • Anonimo il 15/04/2010 19:10
    Purtroppo la rassegnazione è quasi inevitabile, quando si è ormai nell'ombra di una mostruosa e imponente macchina, velenosa, selvaggia e senza freni, che sta demolendo anche le più ingenue speranze. Solo la legge universale non perirà, ed è la legge che a ogni morte, anche di quella che impropriamente chiamano "civiltà", fa seguire una nuova nascita in un nuovo ciclo il quale, come una bicicletta, comincerà a pedalare verso il destino di ridiventare un'altra volta... una mostruosa macchina omicida. Questa è l'esigenza della ciclicità universale che alterna vita e morte.
  • Anonimo il 15/04/2010 17:50
    Bellissima frase, veramente non si può che concordare.
  • alice costa il 15/04/2010 17:37
    concordo... mai rassegnarsi al marcio!!!!!

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