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Piccole verità

Come succedeva ormai da più giorni, non scesi alla fermata giusta, lo feci circa tre fermate dopo insieme alla mia inseparabile amica Janet.
Non penso che i nostri genitori ne fossero contenti visto che marinammo la scuola più di una volta, ad ogni modo proseguimmo per quella strada sterrata ed attraverso cespugli e fango arrivammo fino al "posto" che ultimamente visitavamo quasi tutti i giorni.
Janet non parlò tanto quella volta, strano visto che proprio lei che è una gran chiaccherona ed aveva inoltre un'espressione malinconica, ma non ne capivo il perché: non eravamo a scuola, eravamo insieme e soprattutto avevamo un intero mondo da esplorare!
Partimmo dal primo piano, tutto impolverato e pieno di cianfrusaglie e ragnatele che sbucavano da tutte le parti, Janet odiava i ragni! Motivo in più per tenersi per mano.
Mi piace quando camminiamo mano nella mano, mi dà sicurezza e mi conforta, abbiamo sempre condiviso tutto, come fratello e sorella, di li a poco, infatti, Janet lo fece in maniera un po' irruenta.
Dopo aver trovato solo alcuni cimeli, scendemmo al piano di sotto, passando sempre per quelle scale che scricchiolavano in maniera un po' angosciante, ma tutto sommato sembravano abbastanza solide.
Arrivati giù gironzolammo un po' per la casa, con un silenzio che riempiva ogni stanza, se quelle mura avessero potuto parlare chissà cosa avrebbero racontato!?
Sicuramente qualche storia noiosa di qualche vecchio scorbutico che aveva vissuto proprio lì.
Così dopo aver ficcato il naso per un paio d'ore ci accorgemmo che fuori era quasi l'imbrunire ed era ora di tornare a casa, la scuola era finita da un pezzo e sicuramente ci avevano già scoperti. Così ci avviammo verso l'uscita, arrivati all'uscio Janet cambiò idea, iniziò a piangere e fece due passi indietro.
Le chiesi perché faceva in quel modo, ma non rispondè, immaginai che fosse la sua solita fissazione per gli animali selvatici, così la rassicurai, ma non servì mi a molto, mi chiese di seguirla prima di andare, aveva visto una cosa da mostrarmi.
Così tornammo in fondo alla corridoio, e lì vidi una stanzetta che non avevamo mai visto fino al quel momento, e mi disse "entriamo insieme dai..", ma io non volevo entrare era tardi, e le dissi nuovamente di andare, lei mi rispose che non potevamo ignorarla ancora a lungo, io non capivo di cosa stesse parlando, era solo una stanza.. Le dissi che l'avremmo visitata il giorno dopo, ma rispose che non potevamo continuare così, avvertii solo uno strano silenzio e cominciai ad avere un po' di paura "Janet andiamo dai..", si mise di nuovo apiangere e aprì la porta e così capii.
"Io sono già a casa, e lo sei anche tu.."

Dalla finestra della stanza vidi due bambini che si incamminavano verso la strada..

 

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3 commenti:

  • Gianluca il 24/10/2011 11:26
    Ciao, grazie per i commenti. Rileggendolo effettivamente ci sono un po' di errori, l'ho scritto al volo e l'ho postato sulla frenesia del primo racconto, la prossima volta sarà più ponderta la cosa. Saluti! P. s. "bravo".
  • Anonimo il 21/10/2011 19:36
    Ma sì, una bella idea, con una certa suspense... qualche errore da correggere e la punteggiatura da sistemare. Comunque un esordio che fa ben sperare... ciaociao
  • Mauro Moscone il 21/10/2011 15:42
    ottima costruzione di una suspence con poche frasi:grande mistery bravo Jean o brava? Mistero, per l'appunto ahahahha