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Via margutta

A sera, la strada cala le sue ombre
e storie per cuori bianchi che sappiano capire e silenzi
e rumori mille volte ascoltati solo a porgere l'orecchio
dilatati gli occhi per il sole che muore
nel cuore di Roma.

Ogni porta
porta lunghi gemiti d'artisti e modelle anni trenta
ancora di lustrini e chiffon poco vestite. Ancora ti porto
da Babette,
ancora tanti amori sussurrati al lume tenero che ti rischiara
saranno testimoni della nostra splendida vita.

Forse, via Margutta sarà ultimo nido
prima che l'inverno annotti. Ci ameremo poi
per altre strade, altre vite, dimensioni, materie.
Saremo eterni.

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 16/12/2011 20:23
    bellissimo omaggio ad una meravigliosa via della vecchia roma...
    bravo poeta è un piacere leggerti carla

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