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La quadratura del cerchio

Rilevai Ferretti alle quattro e dieci. Non era proprio il mio turno, ma Valle era un anziano del settimo scaglione e a uno che si fa una polveriera a venti giorni dalla fine bisogna almeno risparmiargli il turno di notte, e così il caporale svegliò me, che ero solo del secondo. Muto e compresso e allucinato dal sonno, con il fucile su una spalla e la coperta sotto braccio, lo seguii fino al cancello che chiudeva la Zona Attiva e salii da solo per il sentierino che portava alla mia altana, la numero 10, dove Ferretti di certo dormiva, dietro al fucile che spuntava dalla feritoia.
Invece no, non dormiva.
"Alt! chi va là!" urlò nel silenzio frusciante della notte e io, col fiato troncato dai gradini di pietra troppo alti, sorrisi, senza rispondergli.
"Alt! chi va là!" urlò di nuovo, più cattivo, e allora io mi fermai, ansante e un po' preoccupato.
"Ohè, non fare cazzate!" dissi forte, agitando un braccio, "sono io... guarda che salgo..."
Mi arrampicai sugli ultimi gradini e arrivai allo spiazzo terroso e spelacchiato su cui si alzavano le gambe di cemento dell'altana. Ferretti stava scendendo in fretta, vedevo il suo sedere ondeggiare sulla scaletta di metallo, dritta, con l'elmetto appeso al cinturone che sbatteva contro la ringhiera. Saltò a terra accanto a me, col fucile stretto lungo il fianco e il basco di traverso. Era pallido, e aveva gli
occhi spalancati, ancora più allucinati dei miei.
"Ti sei svegliato male?" gli dissi, "se lo sapevo ti lasciavo dormire..."
“Mazzi, sei proprio un coglione del secondo! La prossima volta che non ti fai riconoscere giuro che ti sparo!”
Il suo alito sapeva di alcool.
“Oh, ma che cazzo dici? Vedi di andartene, che è già pesante così…”
“Si, si, me ne vado, ma tu dormi preoccupato, rana!”
“Ma vattene va’. “
Così dicendo gli passai oltre urtandolo di proposito e presi a salire la scaletta che portava in cima all’altana; non era un buon modo di cominciare il mio turno di guardia.
“Sono cazzi tuoi adesso…rana bastarda!”
Mi urlò dietro mentre si allontanava battendomi la stecca.
Ferretti era del nono scaglione, molto più anziano di me, almeno come servizio. D’età io avevo quattro o cinque anni più di lui; dovetti partire perché quell’anno, per vicissitudini che non sto a raccontare, non avevo potuto rinviare il servizio di leva. Frequentavo il quarto anno di università.
Lui aveva i diciotto anni “regolamentari”, ma di cervello ne dimostrava non più di otto. Ed era cattivo, oltre che stupido. Ferretti, che tutti chiamavano Ferro, faceva coppia fissa con Scardavelli, un sergente firmaiolo se possibile ancora meno intelligente di lui.
Per capire il tipo: ventisei anni, fisico da culturista dopato, cranio rasato dalla fronte bassa e parlata strascicata; decisamente brutto. A vederlo faceva spavento e a nessuno avrebbe fatto piacere litigarci. Io, prima di iniziare ad odiarlo, lo trovavo ridicolo per la smisuratezza della sua imbecillità: da ragazzo, aveva fatto parte di un gruppo di estrema destra capitolino, un insieme di fanatici che non facevano capo a nessuna sigla riconosciuta, dei cani sciolti. In quel periodo, spero sotto l’effetto dell’alcool che consumava a ettolitri, aveva avuto la bella pensata di farsi tatuare un ritratto del duce sul petto, ma non una cosa discreta, bensì un ritratto quasi a grandezza naturale. Esagerato.

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12 commenti:

  • Rosella Ardesia il 28/10/2008 17:06
    Complimenti davvero!
  • enrico ziohenry il 13/10/2008 16:50
    eccezionale, non eccezzionale. saluti ziohenry
  • enrico ziohenry il 13/10/2008 14:22
    caro John, non mi è chiaro se si tratta di un complimento o di un'offesa... comunque grazie. ziohenry
  • enrico ziohenry il 06/10/2008 18:29
    Grazie estrus per il commento, molto gradito. Ti sei mai ferito? Al Pronto Soccorso la prima cosa che si fa, oltre alle medicazioni del caso, è la vaccinazione antitetanica (o le immunoglobuline a seconda del caso). Questo proprio perchè, a distanza di anni dall'ultima vaccinazione, la copertura anticorpale non è garantita e il rischio di sviluppare la malattia è reale. Inoltre devi tenere conto anche della carica infettante: una cosa è un'infezione "di campo", tutt'altra cosa è ferirsi con i cocci di una piastra dove sono in coltura dei clostridi. Le cose cambiano decisamente. Grazie ancora e saluti; zio henry
  • enrico ziohenry il 06/10/2008 16:54
    Ti ringrazio per il commento, davvero. Fortunatamente di autobiografico non c'è quasi nulla!
    Per quanto concerne le vaccinazioni: a) è possibile, nel corso degli anni sviluppare allergie nei confronti dei vaccini, soprattutto se spenti, in particolare verso gli adiuvanti o altre componenti non antigeniche. Il protagonista era diventato, appunto, allergico.
    b) La copertura vaccinale antitetanica decade nel giro di pochi anni, risultando totalmente inefficace, a meno che non venga "rinfrescata" con un richiamo, anche post infezione.
    Ti saluto e ringrazio ancora. Ciao, ziohenry

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