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Se questo è un uomo nei ghetti d'Italia

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d'asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d'amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
"Ha sbagliato!",
Certo che ha sbagliato,
L'Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l'elemosina di un'attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all'ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra - "A quel paese!"
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi

 


3 commenti:

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  • alberto accorsi il 11/06/2011 17:29
    Vittimista e vittima ad un tempo. Il calco del grande modello, quello di una vittima non vittimista, facilita, dal punto di vista della resa poetica, il compito.
  • il 06/03/2011 09:09
    Bella, intensa, che fa riflettere. Giusto il considerare, giusto la riflessione sulla povertà, sul sfruttamento sul razzismo. Ho solo una riserva, il paragone con l'olocausto. Qui non c'è una nazione che rastrella in un continente degli esseri umani, per rifornire "fabbriche" di non uomini, di sommersi, di cadaveri. E tutto questo in un progetto nazionale, in un contesto di guerra mondiale, e questo progetto portato avanti nonostante i problemi che la guerra comporta, impiego di armi e uomini, fino alla fine, con milioni di morti.
    Si fa proprio riflettere per molte ragioni.
  • il 17/11/2010 13:47