username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Poesie di Allen Ginsberg

Ti piace Allen Ginsberg?  


Pagine: 12

La mia alba

Adesso che ho sprecato
cinque anni a Manhattan
vita in decadimento
talento zero
parlando scombiccherato
paziente e mentale
calcolatore e numero
macchina su una scrivania
autografato triplice
riassunto e tasse
obbediente pronta
scarsamente pagate
restato sul mercato
giovani i miei vent'anni
svenuto negli uffici
lacrimato su macchine da scrivere
ingannate moltitudini
in vaste cospirazioni
deodoranti navi da guerra
seria industria finanza
ogni sei settimane
chi bevesse la banca del mio sangue
innocente maligno ora
parte del mio sistema
cinque anni fatica miserabile
da 22 a 27 lavoro
non un nickel in banca
niente del tutto in mano
l'alba nasce è solamente il sole
fumi da Oriente O mia stanza da letto
sono dannato all'Inferno quale
sveglia ora squilla.

   1 commenti     di: Allen Ginsberg


Canzone

Il peso del mondo
è amore.
Sotto il fardello
di solitudine
sotto il fardello
dell'insoddisfazione

il peso,
il peso che portiamo
è amore.

Chi può negarlo?
In sogno
ci tocca
il corpo,
nel pensiero
costruisce
un miracolo,
nell'immaginazione
s'angoscia
fino a nascer
nell'umano -

s'affaccia dal cuore
bruciando di purezza -
poiché il fardello della vita
è amore,

ma noi il peso lo portiamo
stancamente,
e dobbiam trovar riposo
tra le braccia dell'amore
infine,
trovar riposo tra le braccia
dell'amore.

Non c'è riposo
senza amore,
né sonno
senza sogni
d'amore -
sia matto o gelido
ossesso d'angeli
o macchine,
il desiderio finale
è amore
- non può essere amaro
non può negare,
non può negarsi
se negato:

il peso è troppo

deve dare
senza nulla in cambio
così come il pensiero
si dà
in solitudine
con tutta la bravura
del suo eccesso.

I corpi caldi
splendono insieme
al buio
la mano si muove
verso il centro
della carne,
la pelle trema
di felicità
e l'anima viene
gioiosa fino agli occhi -

sì, sì,
questo è quel
che volevo,
ho sempre voluto,
ho sempre voluto,
tornare
al mio corpo
dove sono nato.

   0 commenti     di: Allen Ginsberg


Il metodo dev'essere purissima carne

Il metodo dev'essere purissima carne
e non condimento simbolico,
visioni reali & prigioni reali
come si vedono di quando in quando.

Prigioni e visioni presentate
con rare descrizioni
corrispondenze esatte a quelle
di Alcatraz e Rosa.

Un pranzo nudo è naturale per noi,
noi mangiamo sandwiches di realtà.
Ma le allegorie sono tali lattughe.
Non nascondere la follia.

   6 commenti     di: Allen Ginsberg


Urlo

Ho visto le migliori menti della mia generazione
distrutte dalla pazzia, affamate, nudem isteriche
trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa
hipster dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste
con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua
fredda fluttuando nelle cime delle città, contemplando jazz
che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated
e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette
che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate bruciando denaro nella spazzatura
e ascoltando il Terrore attraverso il muro
Ho visto le migliori menti della mia generazione che mangiavano fuoco in hotel ridipinti
o bevevano trementina in Paradise Alley, morte, o si purgatoriavano il torace
notte dopo notte con sogni, con droghe, con incubi a occhi aperti, alcol e cazzo e balle-sballi senza fine,
che vagavan su e giù a mezzanotte per depositi ferroviari cheidendosi dove andare, e andavano, senza lasciare cuori spezzati,
Ho visto le migliori menti della mia generazione
che trombavano in limousine col cinese di Oklahoma su impulso invernale mezzonotturno illampionata pioggia di provincia,
che ciondolavano affamate e sole per Houston cercando jazz o sesso o zuppa,
e seguivan quel brillante spagnolo per coversar d'America e d'Eternità, tempo sprecato, e poi via per nave in Africa

   15 commenti     di: Allen Ginsberg


Blues dello sballato

Sì sono uno sballato, non credo alle vostre leggi
Ehi Signor Poliziotto sono uno sballato, togliti
quello spinello dalle mascelle
Sono uno sballato e esco di galera perchè

Sono uno sballato seduto in camera mia fatto
Non mi accendo nemmeno uno spinello non so perchè
Sono uno sballato di natura sotto il cielo vuoto

Sì sono uno sballato non sniffo cocaina
Sento i muri trillare, il naso mi fa ancora male
Nevica su tutta New York datemi due soldi d'elemosina

Oh sono uno sballato avreste dovuto vedermi infilare la vena
Già avreste dovuto vedermi mentre m'iniettavo la bianca eroina
mi venivano i sudori ma non mi sono mai bruciato il cervello

Ehi ehi Oh Signor Sballato io ho fatto l'acido
Ho visto le torri di Manhattan ritte per l'Eternità
Dieci anni fa avresti dovuto salire con l'ascensore insieme a me, Santo!

Ah Ah sono uno sballato filonegro Comunista Frocio Culattone
Sono un beatnik hippie capellone ma non sono mai stato un inquadrato
Ma se tu Mamma vedrai la mia foto sul giornale dirai che sono pulito

Ehi sono uno sballato sono uno sballato respiro dolce aria pulita
Non mi buco più d'anfetamina sono uno sballato dappertutto
Sono uno sballato all'occhio del poliziotto Sì Non osano
sbattermi in galera per droga non porto droga in giro
sono solo uno sballato di natura mi piace sedere per terra
tutto nudo coi vestiti indosso e fare il suono di un mantra blu

Sono uno sballato sono uno sballato voglio sbatter dentro la mente nazionale
Vado a metter acido nelle vostre preghiere e gas esilarante nel vento
Etere e peyote da accecare il monte Ranier -

Sono uno sballato, rotolo l'anima nell'erba amica
Sballato Sballato non porto Niente addosso tranne Dharma nel deretano
Sììì tutti voi sballati ascoltatemi! Voi laggiù della media borghesia!

Ohi sballato ricco quand'è che cambierai i regolamenti?
Ehi sballato in bolletta iscriviti al Partito Rivoluzionario Socialista altrimenti
Legalizzeranno l'esistenza, o

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: Allen Ginsberg




Pagine: 12

Potrebbero interessarti anche