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La mia bohème

Me ne andavo, i pugni nelle tasche sfondate;
E anche il mio cappotto diventava ideale;
Andavo sotto il cielo, Musa! ed ero il tuo fedele;
Oh! quanti amori splendidi ho sognato!

I miei unici pantaloni avevano un largo squarcio.
Pollicino sognante, nella mia corsa sgranavo
Rime. La mia locanda era sull'Orsa Maggiore.
- Nel cielo le mie stelle facevano un dolce fru-fru

Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade
In quelle belle sere di settembre in cui sentivo gocce
Di rugiada sulla fronte, come un vino di vigore;

Oppure, rimando in mezzo a fantastiche ombre,
Come lire tiravo gli elastici
Delle mie scarpe ferite, un piede vicino al cuore!

 


7 commenti:

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  • il 18/12/2013 13:38
    ricorda ''Sensazione'', che pure trattava il tema della fuga; là più orientata al fanciullesco, qui più vicina al disperato che scappa a Parigi per sfondare come poeta.
  • YURI STORAI il 23/03/2011 09:23
    questa è poesia allo stato puro!!
  • Pietro Saltarelli il 18/11/2010 16:54
    Bellissima
  • Len Hart il 11/11/2010 21:12
    great!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  • marco mattei il 16/10/2010 20:16
    ogni volta che lo rileggo non finisce di stupirmi. se ci fosse una classifica dei migliori poeti di tutti i tempi per me sarebbe lui il campione. c'è un'energia e una luce nelle sue parole che mi abbagliano e meravigliano.
  • il 08/06/2010 01:43
    Una delle opere più bella che abbia letto, complimenti.
  • il 13/04/2010 09:23
    questa è poesia, questo è un maestro (quindi non ascoltato da tutti quelli che continuano a parlare solamente di amore e balle varie); un vero maudit, e non solo di nome, anzi soprattutto di fatto. un vero poeta, insomma