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Ricordo di Marie A.

Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.

E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell'amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l'ho baciato un giorno.

Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall'alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.

 


5 commenti:

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  • mariateresa morry il 26/02/2012 19:16
    Pensare che era un intellettuale molto rigido... eppure anche lui sapeva sciogliersi...
  • Rocco Michele LETTINI il 26/02/2012 19:07
    Ed è malinconia! E dal Liceo che apprezzo le sue opere... lasciano sempre dei ricordi... belli o brutti che siano!
  • Laura cuoricino il 25/07/2010 17:46
    Struggentemente malinconica!
  • Donato Delfin8 il 10/12/2009 20:07
    Fantastica
  • il 29/11/2009 02:26
    Tutto è così labile! Molto struggente!