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poesie di Charles Bukowski

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Pagine: 123

Vecchio?

in agosto avrò 73 anni,
quasi ora di fare le valigie
per un salto nel vuoto
ma due cose
mi trattengono:
non ho ancora scritto
abbastanza poesie
e poi il vecchio
che abita nella casa
di fianco alla mia.
vivo e vegeto,
a 96 anni.
picchia sulla finestra
col bastone
e manda baci
a mia moglie.
capisce tutto,
schiena dritta,
passo svelto,
guarda troppa tivù
ma noi
allora?
ogni tanto vado a trovarlo,
ciacola
ma non dice cazzate,
tende a ripetersi
un poco
ma vale quasi la pena
di riascoltarlo.
ero da lui
un giorno e ha detto:
"sai, presto
tirerò le cuoia..."
"mah,"ho detto io, "non ne sono
così sicuro..."
"io sì," ha detto,
"perciò, che ne diresti
di fare un cambio con casa mia?"
"certo la tua è carina."
"ma non so se puoi darmi
quello che voglio in cambio..."
"dipende, mettimi alla prova."
"bè," ha detto, "vorrei un nuovo
paio di testicoli."
Quando morirà il vicino
sarà difficile riempire
il gran vuoto che lascia.
mi sono
spiegato?





Posta

la posta aumenta.
lettere su lettere per dirmi
che grande scrittore
che sono,
e poesie, romanzi, novelle,
racconti, ritratti.
qualcuno chiede solo un autografo,
un disegno, una parola.
altri propongono una corrispondenza
permanente.
io leggo tutto, butto tutto,
faccio i miei
affari.
so bene che nessuno è
un"grande"scrittore.
può esserlo
stato,
ma scrivere è un'impresa
che ricomincia da capo
ogni volta
e tutti gli elogi,
i sigari, le bottiglie
di vino inviate
in tuo onore
non garantiscono
come sarà la riga successiva,
e soltanto quella conta,
il passato è
inutile,
siede sulle ginocchia
degli dei
mentre i secoli
svaniscono
nel loro marcio
celere
sfarzo.



Il punto cruciale

Troppo
Troppo poco

Troppo magro
o nessuno

Risate
o lacrime

chi odia
chi ama

estranei con le facce come
capocchie di
puntine da disegno

eserciti che coprono lungo
strade di sangue
agitando bottiglie di vino
infilando con la baionetta e scopando le vergini

Oppure un vecchio in una stanzetta
con una fotografia di Marylin Monroe

C'è al mondo una così grande solitudine
che la puoi vedere negli scatti lenti delle lancette
di una sveglia

Gente così stanca
mutilata
d'amore e disamore

Gli uomini non si trattano bene
l'un l'altro

Il ricco non tratta bene il riccio
il povero non tratta bene il povero

Abbiamo paura

E il ns sistema scolastico ci dice
che possiamo tutti essere dei grossi vincitori

Non ci ha detto niente
degli sfigati
o dei suicidi

O del terrore di uno che soffre
in qualche luogo
solo

Senza che nessuno gli parli
senza che nessuno lo tocchi

Annaffiando una pianta

Gli uomini non si trattano bene
non si trattano bene
non si trattan bene

Credo che non vi riusciranno
non glielo chiedo

Le perline dondoleranno
le nuvole rannuvoleranno
e l'assassino decapiterà il bambino
come mordesse un cono gelato

Troppo
Troppo poco
Troppo grasso
Troppo magro
o nessuno

Più carichi d'odio che amanti

La gente non sta bene insieme
se invece stesse bene
le nostre menti non sarebbero così tristi

Intanto osservo le bambine
steli
fiori del caso

Deve esserci un modo.

Di certo deve esserci un modo a cui non abbiamo ancora pensato.

Chi mi ha messo dentro questo cervello?

Urla
domanda
dice che una possibilità c'è.

Non dirà
"No"



Loro e noi

Stavano tutti fuori sulla veranda
a chiacchierare:
Hemingway, Faulkner, T. S. Eliot,
Ezra Pound, Hamsun, Wally Stevens,
E. E. Cummings e qualcun altro.
"Senti", disse mia madre, "puoi
dirgli di starsi zitti?".
"No", dissi io.
"Stanno dicendo solo fesserie", disse mio
padre, "dovrebbero trovarsi
un lavoro".
"Ce l'hanno un lavoro", dissi
io.
"Un accidenti", disse mio
padre.
"Esattamente", dissi
io.
A quel punto Faulkner entrò
dentro barcollando.
trovò il whisky nella
credenza e se lo portò
fuori.
"Una persona tremenda",
disse mia madre.
Poi si alzò e sbirciò fuori
in veranda.
"C'è una donna con loro",
disse lei, "solo che sembra un
uomo".
"È Gertrude", dissi
io.
"C'è un altro tizio che sta facendo vedere i
muscoli", disse lei, "dice di
poterli battere a tre
a tre".
"È Ernie", dissi io.
"E lui", mio padre mi indicò,
"vuole essere come loro!".
"È vero?", chiese mia madre.
"Non come loro", dissi io, "ma uno
di loro".
"Trovati uno stramaledetto lavoro",
disse mio padre.
"Statti zitto", dissi io.
"Che?".
"Ho detto, statti zitto, sto ascoltando
queste persone".
Mio padre guardò sua moglie:
"Questo non è figlio
mio!".
"Spero di no", dissi io.
Faulkner entrò di nuovo nella stanza
barcollando.
"Dov'è il telefono?",
chiese.
"A che diavolo ti serve?", chiese
mio padre.
"Ernie si è appena fatto saltare
le cervella", disse lui.
"Lo vedi cosa succede alla gente
così?", urlò mio padre.
Mi alzai
lentamente
e aiutai Bill a trovare
il
telefono.



Le ragazze

Contemplo
lo stesso
paralume
da
cinque anni
e s'è coperto
d'una polvere da scapolo
e
le ragazze che entrano qui
sono troppo
indaffarate
per pulirlo.
Ma io non ci bado
anch'io sono stato troppo
indaffarato
per accorgermi
finora
che la luce
balugina
fioca
dietro questi
cinque anni
di vita.



Giorni come rasoi, notte piene di ratti

[continua a leggere...]



Una sfida alle tenebre

colpito in un occhio
colpito nel cervello
colpito nel culo
colpito come un fiore nella danza

meravigliandomi per come la morte vinca senza fatica
meravigliandomi per come si presti fede a stupide forme di vita
meravigliandomi per come il riso venga soffocato
meravigliandomi per come il vizio sia così una costante

presto dovrò dichiarare la mia guerra alla loro guerra
devo aggrapparmi al mio ultimo pezzo di terra
devo proteggere il piccolo spazio che ho creato e che mi ha
permesso di vivere

la mia vita non la loro morte
la mia morte non la loro morte

questo posto, questo tempo, adesso
faccio voto al sole
che ancora una volta riderò di cuore
nel luogo a me perfetto
per sempre.

la loro morte non la mia vita.



Anormale

Quando facevo le elementari
il maestro ci raccontò la storia
di un marinaio
che disse al capitano:
"La bandiera? Spero di non
vederla più, la bandiera!"
"Molto bene," gli fu risposto,
"il tuo desiderio
sarà esaudito!"
E lo chiusero nella
stiva
e ce lo tennero,
mandandogli cibo
di sotto
e morì laggiù
senza vederla mai più
la bandiera.

Una storia davvero spaventosa
per dei bambini,
molto
efficace.
Ma non efficace
abbastanza per
me.
Stavo lì seduto a pensare,
bene, è brutto
non vedere la
bandiera,
ma il bello è
non dover vedere
la gente.
Però
non alzai la mano
per dir niente del genere.
Sarebbe stato ammettere
che non volevo vedere
neppure loro.
Ed era vero.

Guardavo dritto alla
lavagna
che sembrava migliore
di chiunque.



La donna ideale

sogno di un uomo
è una puttana con un dente d'oro
e il reggicalze,
profumata
con ciglia finte
rimmel
orecchini
mutandine rosa
l'alito che sa di salame
tacchi alti
calze con una piccolissima smagliatura
sul polpaccio sinistro,
un po' grassa,
un po' sbronza,
un po' sciocca e un po' matta
che non racconta barzellette sconce
e ha tre verruche sulla schiena
e finge di apprezzare la musica sinfonica
e che si ferma una settimana
solo una settimana
e lava i piatti e fa da mangiare
e scopa e fa i pompini
e lava il pavimento della cucina
e non mostra le foto dei suoi figli
né parla del marito o ex-marito
di dove è andata a scuola o dov'è nata
o perché l'ultima volta è finita in prigione
o di chi è innamorata,
si ferma solo una settimana
solo una settimana
e fa quello che deve fare
poi se ne va e non torna più indietro
a prendere l'orecchino che ha dimenticato sul comò.



E così vorresti fare lo scrittore

E così vorresti fare lo scrittore?
Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.

se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.

se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perchè vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.

Se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.

se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos'altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.

non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall'autocompiacimento

le biblioteche del mondo
hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca
dall'anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all'omicidio,
non farlo
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sè e continuerà finchè tu morirai o morirà in te.

non c'è altro modo
e non c'è mai stato.





Pagine: 123

poesie Charles Bukowski (1920 - 1994) è stato un poeta e scrittore statunitense. La produzione di Charlese Bukowski è stata particolarmente intensa, arrivando a pubblicare oltre sessanta libri comprendendo sei romanzi, centinaia di racconti e addirittura migliaia di poesie. La sua narrazione riguarda prevalentemente la sua stessa vita, caratterizzata dall'abbinamento di scrittura, sesso, alcol, scommesse e massacranti lavori manuali. Bukowski viene spesso associato al movimento della "Beat generation" dato il suo l'anticonformismo verso la letteratura. Dalle poesie e racconti di Bukowski sono anche stati tratti diversi film.