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Poesie di Edgar Allan Poe

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Pagine: 12

A Zante

O bella isola, che dal più bel fiore
prendi il tuo nome, fra tutti il più gentile!
Quante memorie di raggianti ore
da te si ridestano al tuo solo apparire!

E parvenze di quale perduta felicità!
E pensieri di quali speranze sepolte!
E visioni di una fanciulla, sui tuoi verdi
pendii, che non è più, che non è più!

Non più! Ahimè, quel magico e triste suono
che tutto trasmuta! Non più loderò i tuoi incanti,
non più il ricordo di te! Un esecrato suolo

d'ora in avanti riterrò il tuo lido fiorito,
o isola giacintea! O purpurea Zante!
Isola d' oro! Fior di Levante!

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I miei incantesimi

I miei incantesimi sono infranti.
La penna mi cade,
impotente,
dalla mano tremante.
Se il mio libro é il tuo caro nome,
per quanto mi preghi,
non posso più scrivere.
Non posso pensare,
né parlare,
ahimé non posso sentire più nulla,
poiché non é nemmeno un'emozione,
questo immobile arrestarsi sulla dorata
soglia del cancello spalancato dei sogni,
fissando in estasi lo splendido scorcio,
e fremendo nel vedere,
a destra e a sinistra,
e per tutto il viale,
fra purpurei vapori,
lontano
dove termina il panorama
nient'altro che te.

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Peana

Come sarà letto il funereo rito?
E intonato il solenne canto?
Il requiem per la morta più amabile
Che mai sia morta fanciulla?

Gli amici hanno a lei gli occhi rivolti
e alla bara sfarzosa,
e piangono! - Oh, disonorare
con una lacrima la beltà di lei!

Essi l'amarono per la sua ricchezza -
e per il suo orgloglio l'odiarono.
Ma ella crebbe debole, fragile,
ed essi l'amarono perchè morì.

Mi dicono (mentre bisbigliano
del suo <<manto ricamato e costoso>>)
che la mia voce è ora più flebile -
che non dovrei cantare anch'io.

O che dovrebbe il mio tono
al solenne canto armonizzarsi
cosi dolentemente - dolentemente,
che non ne riceva offesa la morta.

Ma essa è andata lassù,
con la giovane speranza al suo fianco,
ed io son ebbro d'amore
per lei morta, che è mia sposa.

Per la morta - morta - che giace
là, immobile e sola,
con la morte sugli occhi serrati
e la vita sulle tenere trecce.

Di giugno morì - nel giugno
della vità - bella e amata;
ma non morì cosi presto,
né con cosi sereno aspetto.

Da gente che in terra più che diabolica
la tua anima, Elena, si distaccò,
per unirsi alla beata allegrezza
di schiere più che angeliche in cielo.

Per questo, a te, questa notte,
io non canterò un requiem,
ma nel tuo elevarti vorrò seguirti
con una peana d'antichi giorni.

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Eulalia

Dimorai solitario
in un mondo di pianto
e la mia anima era stagnante acqua,
finchè Eulalia gentile e bella divenne la mia sposa in rossore
finchè Eulalia dai capelli d'oro divenne la mia sposa in sorriso.

Ah, meno assai lucenti
le stelle notturne
che gli occhi della raggiante ragazza!
e mai un fiocco
che la bruma forma
con tinte porpuree e perlate di luna
possono col più negletto ricciolo della modesta Eulalia
possono col più umile e incondito ricciolo di Eulalia occhi lucenti aver paragone.

Or Dubbio or Pena
mai più ritornano,
perchè la sua anima mi rende sospiro per sospiro,
e lungo il giorno
splende luminosa e forte
Astarte in cielo,
mentre la cara Eulalia a lei volge e rivolge il suo occhio di matrona
mentre lei alla giovine Eulalia volge il suo occhio viola.

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Alla Scienza

O scienza! Vera figlia del passato
che scruti e muti il mondo col tuo sguardo!
Perché saccheggi il cuore del poeta,
rapace dalle ali di squallida realtà?
Dovrebbe amarti, lui? Stimarti saggia?
Tu non volevi lasciarlo vagare
in cerca di tesori nei cieli ingioiellati,
benché si alzasse in volo con audacia.
Non hai strappato Diana dal suo carro?
Cacciato l'Amadriade dal suo bosco
a rifugiarsi su astri più felici?
Non hai rubato tu l'acqua alla Naiade,
la verde erbetta all'Elfo, e infine a me
il sogno estivo sotto il tamarindo?

   2 commenti     di: Edgar Allan Poe




Pagine: 12

Edgar Allan Poe e' stato poeta e scrittore, considerato l'inventore del genere 'giallo' per racconti come 'I delitti della Rue Morgue' e dell'orrore per 'Il gatto nero'. Orfano di madre e abbandonato dal padre viene cresciuto dalla famiglia Allan senza mai una legale adozione. Abbandona l'università a causa dei debiti contratti al gioco d'azzardo e si arruola a West Point anche se verrà cacciato a causa della sua mancanza di disciplina. Nel frattempo pubblica i suoi racconti grazie a dei concorsi letterari riuscendo a diventare nel 1835 vicedirettore di un famoso giornale di Richmond. Si sposa con la cugina Virginia, che morirà giovane pochi anni dopo il matrimonio. Poe perso nella disperazione si dà all'alcool. Nel 1849, anno della sua morte, Edgar Allan Poe ha già pubblicato con successo opere come 'Ligeia', 'Il pozzo e il pendolo' e la sua poesia più famosa 'Il corvo'.