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Le parole

Le parole
se si ridestano
rifiutano la sede
più propizia, la carta
di Fabriano, l’inchiostro
di china, la cartella
di cuoio o di velluto
che le tenga in segreto;
le parole
quando si svegliano
si adagiano sul retro
delle fatture, sui margini
dei bollettini del lotto,
sulle partecipazioni
matrimoniali o di lutto;
le parole
non chiedono di meglio
che l’imbroglio dei tasti
nell’Olivetti portatile,
che il buio dei taschini
del panciotto, che il fondo
del cestino, ridottevi
in pallottole;
le parole
non sono affatto felici
di essere buttate fuori
come zambrocche e accolte
con furore di plausi e
disonore;
le parole
preferiscono il sonno
nella bottiglia al ludibrio
di essere lette, vendute,
imbalsamate, ibernate;
le parole
sono di tutti e invano
si celano nei dizionari
perché c’è sempre il marrano
che dissotterra i tartufi
più puzzolenti e più rari;
le parole
dopo un’eterna attesa
rinunziano alla speranza
di essere pronunziate
una volta per tutte
e poi morire
con chi le ha possedute

 


6 commenti:

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  • daniela il 18/09/2013 09:48
    dalla bellezza della poesia si restò senza parole
  • Michele Loreto il 22/10/2012 05:01
    Una poesia dì Montale cui si può attribuire, alla fine, un significato e un messaggio posìtivi, in quanto lascia aperta una prospettiva di speranza.
  • rosaria esposito il 26/08/2011 22:05
    Montale, ti ridò il Nobel...
  • il 08/10/2010 18:57
    Abbiam perso la parola, caro Eugenio... splendida anche questa...
  • Sandrino Aquilani il 07/01/2010 14:21
    L'ho presa in prestito da Montale per concludere un mio libro intitolato "A Te la parola". Poesia degna della penna di Eugenio Montale.
  • il 12/12/2009 00:50
    Capolavoro assoluto!