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La Guerra Di Piero

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Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi

lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente

così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve

fermati Piero, fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce

ma tu non lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera

e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore

sparagli Piero, sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue

e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore

e mentre gli usi questa premura
quello si volta, ti vede e ha paura
ed imbraccia l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia

cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato

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11 commenti:

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  • il 13/06/2012 13:46
    Hanno ringraziato tutti il grande Poeta, nessuno ha ringraziato te, Piero, che lo hai scelto e, della tua scelta, hai fatto dono. Allora grazie da me che ti ho appena conosciuto. Ciao. Alla prossima, in attesa di uno scritto tuo, poesia o prosa che sia.
  • VANNA CAVACIOCCHI il 03/08/2011 16:21
    Grazie al grandissimo poeta De Andrè. Poesie di questa levatura, oltretutto musicate hanno una valenza infinita. Pensiamo a quanti Piero ogni giorno si trovano in circostanze simili. De Andrè parlò, ha parlato e parlerà sempre per ognuno di loro. La guerra è la rovina delle genti, ma è nelle loro anime.
  • rosaria esposito il 21/03/2011 18:08
    vorrei che al mondo non ci fosse mai più un Piero. lo vorremmo tutti, no?
  • Me Stessa il 18/01/2011 15:59
    Mi ricordo ancora quando canticchiavo questa canzone e avevo solo 5 o 6 anni. Sono sempre più contenta di esser cresciuta con le note di un grande cantautore come de Andrè.
  • il 17/11/2010 13:54
  • Inchiappa Vito I Song il 09/09/2010 10:43
    La crudeltà della guerra, la sua inumanità esposta non con rabbia ma con un amore che non è concepito dall'insensibilità di un mondo ipocrita, criminale.
  • Andrea Arvati il 01/03/2010 17:35
    e mentre il grano ti stava a sentire
    dentro alle mani stringevi un fucile
    dentro alla bocca stringevi parole
    troppo gelate per sciogliersi al sole
    questa parte mi lascia sempre SENZA PAROLE e SENZA FIATO. grande Faber
  • Cinzia Gargiulo il 11/02/2010 21:10
    Questo testo e presente nelle antologie d'italiano. E come potrebbe non esselo? Denso e profondo per il contenuto e scritto in modo perfetto in rima.
    Bellissimo!
  • il 30/01/2010 14:41
    Ma sono mille papaveri rossi. Splendida. La so a memoria. Fabrizio De Andrè è nella storia della musica. Chi non lo apprezza si perde un mondo di storie infinite.
  • Anna Maria Russo il 07/01/2010 17:57
    un grande...
  • antonio allori il 05/12/2009 16:31
    Ho le lacrime agli occhi... grazie Faber