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Poesie di Federico Garcia Lorca

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Initium

Adamo ed Eva.
Il serpente
spacco lo specchio
in mille pezzi,
e la mela
fu la pietra.



Tanto vivere

Tanto vivere...
perchè?
Il sentiero è noioso
e non c'è amore sufficiente.
Tanta fretta...
perchè?
Per prendere la barca
che non va in nessun luogo.
Amici, tornate!
Tornate alla vostra sorgente.
Non versate l'anima dispersa
nella coppa della Morte.



Grotta

Dalla grotta si levano
lunghi singhiozzi.

(Il viola
sul rosso).

Il gitano rievoca
paesi remoti.

(Torri alte e uomini
misteriosi).

Nella voce rotta
vanno i suoi occhi.

(Il nero
sul rosso).

E la grotta imbiancata
trema nell'oro.

(Il bianco
sul rosso).



Vacca

Si accovacciò la vacca ferita.
Alberi e ruscelli s'arrampicavano sulle sue corna.
Il muso sanguinava nel cielo.

Il suo muso d'api,
sotto il baffo lento della bava.
Un urlo bianco alzò la mattina.

Le vacche morte e le vive,
rossore di luce o miele di stalla,
muggivano con gli occhi socchiusi.

Lo sappiano le radici
e quel bambino che affila il suo temperino
che ormai si possono mangiare la vacca.

In alto impallidiscono
lune e jugulari.
Quattro zampe tremano nel vento.

Lo sappia la luna
e questa notte di rocce gialle:
che ormai se n'è andata la vacca di cenere.

Che se n'andò muggendo
nella rovina dei cieli rigidi
dove mangiano morte gli ubriachi.



Api d'oro

Api d'oro
cercavano il miele.
Dove starà il miele?
È nell'azzurro
di un fiorellino,
sopra un bocciolo
di rosmarino.





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Poesie Federico Garcia Lorca (1898-1936) è stato un celebre poeta e scrittore spagnolo.
Garcia Lorca muore durante la Guerra civile spagnola, ucciso dai seguaci di Franco a causa del suo dichiarato favore verso le forze repubblicane.
Una spiccata capacità introspettiva lo ha reso cantore di ogni cosa esistente: la vita, l'amore, la morte, gli alberi, la sua chitarra e la sua tristezza.

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