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Poesie di Federico Garcia Lorca

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Canzone sciocca

Mamà.
Voglio essere d'argento.

Figlio,
avrai molto freddo.

Mamà.
Voglio essere d'acqua,

Figlio,
avrai molto freddo.

Mamà.
Ricamami sul tuo cuscino.

Questo sì!
Figlio, e subito!



Processione

Lungo la strada vanno
strani unicorni.
Da quale campo,
da quale selva mitologica?
Da vicino
sembrano astrronomi,
fantastici Maghi Merlini
e l'Ecce Homo,
Durandarte incantato,
Orlando furioso.



Congedo

Se muoio,
lasciate il mio balcone aperto.

Il bambino mangia arance.
(Dal mio balcone lo vedo).

Il mietitore taglia il grano.
(Dal mio balcone lo sento).

Se muoio,
lasciate il mio balcone aperto.



Casida del pianto

Ho chiuso la finestra
perché non voglio sentire il pianto,
ma al di là dei muri
non si sente che il pianto.

Ci sono pochi angeli che cantino,
ci sono pochissimi cani che latrino,
mille violini stanno sulla palma della mia mano.

Ma il pianto è un cane immenso,
il pianto è un angelo immenso,
il pianto è un violino immenso,
le lacrime mordono il vento
e non si sente altro che il pianto.



Initium

Adamo ed Eva.
Il serpente
spacco lo specchio
in mille pezzi,
e la mela
fu la pietra.





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Poesie Federico Garcia Lorca (1898-1936) è stato un celebre poeta e scrittore spagnolo.
Garcia Lorca muore durante la Guerra civile spagnola, ucciso dai seguaci di Franco a causa del suo dichiarato favore verso le forze repubblicane.
Una spiccata capacità introspettiva lo ha reso cantore di ogni cosa esistente: la vita, l'amore, la morte, gli alberi, la sua chitarra e la sua tristezza.

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