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Voi ch'ascoltate in rime sparse

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,

del vario stile in ch’io piango e ragiono
fra le vane speranze ed ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sì ccome al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;

e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto,
e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.

 


4 commenti:

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  • giuseppe gianpaolo casarini il 07/09/2014 15:07
    Ritorno oggi sui banchi del Liceo Carducci di Milano.. sento la voce che la recita e cado nel ricordo.

    ggc
  • silvia leuzzi il 25/06/2012 23:09
    - Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono -
    Ecco in questo verso è racchiuso il mistero della poesia, le rime sparse che producono suono, perchè la poesia è la melodia dell'anima
  • Laura cuoricino il 06/08/2010 18:41
    ... quanto piace al mondo è breve sogno! Oh, Francesco come sei attuale!
  • celeste il 22/01/2010 21:23
    Il furbetto degli euganei a cui m'ispiro. Niente v'è di meglio!!