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Sopra una conchiglia fossile

pagine: 12

Sul chiuso quaderno
di vati famosi,
dal musco materno
lontana riposi,
riposi marmorea
dell'onde già figlia,
ritorta conchiglia.
Occulta nel fondo
d'un antro marino,
del giovane mondo
vedesti il mattino;
vagavi co' nautili,
co' murici a schiera,
e l'uomo non era.
Per quanta vicenda
di lente stagioni,
arcana leggenda
d'immani tenzoni
impresse volubile
nel niveo tuo dorso
de' secoli il corso!
Noi siamo di ieri:
de l'Indo pur ora
su i taciti imperi
splendeva l'aurora;
pur ora del Tevere
a' lidi tendea
la vela di Enea.
È fresca la polve
Che il fasto caduto
de' Cesari involve.
Si crede canuto,
appena a l'Artefice
uscito di mano,
il genere umano!
Tu, prima che desta
a l'aure feconde,
Italia la testa
levasse da l'onde,
tu, suora de' polipi,
de' rosei coralli
pascevi le valli.
Riflesso nel seno
de' ceruli piani,
ardeva il baleno
di cento vulcani:
le dighe squarciavano
di pelaghi ignoti
rubesti tremoti.
Ne l'imo de' laghi

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1 commenti:

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  • olga il 31/12/2014 12:56
    Zanella e questa poesia mi piacciono molto.