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poesie di Gianni Rodari

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Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,

ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.

Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,

e Stenterello, largo di mano,
qualche macchia di vino toscano.

Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.

Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.

Disse allora Balanzone,
bolognese e dottorone:

"Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene il mese venturo

se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta".

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La tribù degli indiani Cucù

Conosci la tribù degli indiani Cucù?
C'è l'indiano Cuore che raccoglie le more,
c'è Cuoio un indianone che fa lo stregone,
c'è Scuola l'indiana che fila la lana,
c'è l'indiano Cuoco che accende un bel fuoco.
Conosci la tribù degli indiani Cucù?
Se li scrivi con la Q ride tutta la tribù!!!!!

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Il giornale dei gatti

I gatti hanno un giornale

con tutte le novità
e sull'ultima pagina
la "Piccola Pubblicità".

"Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perchè tirano la coda".

"Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria".

"Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio."
"Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio".

I gatti senza casa
la domenica dopo pranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:

per un' oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
per i loro concerti.

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Rivoluzione

Ho visto una formica,
in un giorno freddo e triste,
donare alla cicala
metà delle sue provviste.

Tutto cambia: le nuvole,
le favole, le persone...
la formica si fa generosa...
è una rivoluzione!

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Tragedia di una virgola

C'era una volta
una povera virgola
che per colpa di uno scolaro
disattento
capitò al posto di un punto
dopo l'ultima parola
del componimento.
La poverina, da sola,
doveva reggere il peso
di cento paroloni,
alcuni perfino con l'accento.
Per la fatica atroce morì.
Fu seppellita
sotto una croce
dalla matita
blu del maestro,
e al posto di crisantemi e sempreverdi
s'ebbe un mazzetto
di punti esclamativi.

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I bravi signori

Un signore di Scandicci
buttava le castagne
e mangiava i ricci.

Un suo amico di Lastra a Signa
buttava i pinoli
e mangiava la pigna.

Un suo cugino di Prato
mangiava la carta stagnola
e buttava il cioccolato.

Tanta gente non lo sa
e dunque non se ne cruccia:
la vita la butta via
e mangia soltanto la buccia.

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Le storie nuove

Ho conosciuto un tale
di San Donà di Piave
che voleva raccontare
la storia di... BIANCANAVE.

Cacciato con vergogna
scappò fino a Terontola
e cominciò a narrare
la storia di... CENERONTOLA.

Di là fuggì in Sardegna
si fermò a Bordigali
e cominciò la storia
del... MATTO CON GLI STIVALI.

Girò tutta l'Italia,
la Francia e l'Ungheria
sempre a sbagliare storie
e a farsi cacciar via.

E ancora gira e spera
ancora di trovare
qualcuno che abbia voglia
di starlo ad ascoltare,

qualcuno che capisca
che sbagliando, per prova,
con una storia vecchia
si può fare una storia nuova.

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Per colpa di un accento

Per colpa di un accento
un tale di Santhià
credeva d'essere alla meta
ed era appena a metà.

Per analogo errore
un contadino a Rho
tentava invano di cogliere
le pere da un però.

Non parliamo del dolore
di un signore di Corfù
quando, senza più accento,
il suo cucu non cantò più.

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Il gioco dei se

Se comandasse Arlecchino il cielo sai come lo vuole?
A toppe di cento colori cucite con un raggio di sole.
Se Gianduia diventasse ministro dello Stato,
farebbe le case di zucchero con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri sia data una nuova testa.

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Alla formica

Chiedo scusa alla favola antica,
se non mi piace l'avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende, regala.

1
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poesie Gianni Rodari (1920 - 1980) è stato uno scrittore di letteratura per bambini e ragazzi, oltre che pedagogista.
Le sue storie e filastrocche sono molto famose, apprezzate e tradotte in quasi tutte le lingue del mondo. Emblematico è il caso delle numerose poesie e filastrocche di Gianni Rodari che vengono ancora oggi insegnate ai bambini nelle scuole dell'infanzia.
Buona parte delle opere di Rodari è dedicata alla fanciullezza e al rapporto genitori/figli.