username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

In morte di Giovanni Cairoli

pagine: 1234

O Villagloria, da Crèmera, quando
La luna i colli ammanta,
A te vengono i Fabi, ed ammirando
Parlan de' tuoi settanta.

Tinto del proprio e del fraterno sangue
Giovanni, ultimo amore
De la madre, nel seno almo le langue,
Caro italico fiore.

Il capo omai da l'atra morte avvolto
Levasi; ed improvviso
Trema su 'l bianco ed affilato volto
L'aleggiar d'un sorriso,

L'occhio ne l'infinito apresi, il fere
Da l'avvenire un raggio:
Vede allegre sfilar armi e bandiere
Per un gran pian selvaggio,

E in mezzo il duce glorioso: ondeggia
La luminosa chioma
A l'aure del trionfo: il sol dardeggia
Laggiù in fondo su Roma.

Apri, Roma immortale, apri le porte
Al dolce eroe che muore:
Non mai, non mai ti consacrò la morte,
Roma, un più nobil core.

Del cor suo dal bordel il venda un fallito
Cetégo la parola,
Eruttando che il tuo gran nome è un mito
Per le panche di scola:

Al divieto straniero adagi Ciacco
L'anima tributaria
Su l'altro lato, e dica "Io son vigliacco,
E poi c'è la mal'aria":

Per te in seno a le madri, ecco, la morte
Divora altri figliuoli:
Apri, Roma immortale, apri le porte
A Giovan Cairoli.

Egli, ombra vigilante e i dì novelli,
Il tuo silenzio antico
Abiterà co' Gracchi e co' Marcelli
E co 'l suo forte Enrico.

1234


0 commenti:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati