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Casa mia

pagine: 12

Mia madre era al cancello.
Che pianto fu! Quante ore!
Lì, sotto il verde ombrello
della mimosa in fiore!
M'era la casa avanti,
tacita al vespro puro,
tutta fiorita al muro
di rose rampicanti.
Ella non anche sazia
di lagrime, parlò:
- Sai, dopo la disgrazia,
ci ristringemmo un po'... -
Una lieve ombra d'ale
annunziò la notte
lungo le bergamotte
e i cedri del viale.
- ci ristringemmo un poco,
con le tue bimbe; e fanno... -
Era il suo dire fioco
fioco, con qualche affanno.
S'udivano sussurri
cupi di macroglosse
su le peonie rosse
e sui giaggioli azzurri.
- Fanno per casa (io siedo)
le tue sorelle tutto.
Quando così le vedo,
col grembiul bianco, in lutto... -
Io vidi allor la mia
vita passar soave,
tra le sorelle brave,
presso la madre pia.
Dissi: - Oh! restare io voglio!
Vidi nel mio cammino
al sangue del trifoglio
presso il celeste lino.
Qui sperderò le oscure
nubi e la mia tempesta,
presso la madre mesta,
tra le sorelle pure!
Lavorerò di lena
tutto il gran giorno; e sento
ch'alla tua parca cena
m'assiderò contento,
quando dal mio lavoro,
o la tua lieve mano
od il vocio lontano
mi chiamerà, di loro.
E sarò lieto e ricco
io delle mie fatiche,

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2 commenti:

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  • Verbena il 05/09/2014 20:07
    Lo sguardo dolcissimo sui gigli tra le ortiche: bellissima, grande metafora di una realtà nella quale noi viviamo spesso con indifferenza.
  • giuseppe gianpaolo casarini il 07/09/2012 09:47
    Poesia di grande intensità per immagini e per sentimenti..
    nel filone dei ricordi familiari dove eccelle la grande vena poetica elegiaca del grandissimo Giovanni Pascoli.