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i fiumi

pagine: 12

Mi tengo a quest'albero mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il passaggio quieto
delle nuvole sulla luna
Stamani mi sono disteso
in un'urna d'acqua
e come una reliquia
ho riposato
L'Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso
Ho tirato su
le mie quattr'ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull'acqua
Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole
Questo è l'Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell'universo
Il mio supplizio
è quando
non mi credo
in armonia
Ma quelle occulte
mani
che m'intridono
mi regalano
la rara
felicità
Ho ripassato
le epoche
della mia vita
Questi sono
i miei fiumi
Questo è il Serchio
al quale hanno attinto
duemil'anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre

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10 commenti:

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  • marilena il 09/08/2011 14:28
    sublime Ungaretti! che sensibilità che immagini delicate. mi manca la sua voce recitante e quegli occhi pungenti stretti di memorie
  • ELISA DURANTE il 09/08/2011 07:05
    Meravigliosa... affiorano dalle acque i ricordi di una vita intera...
  • il 18/11/2010 00:27
    Stamani mi sono disteso
    in un'urna d'acqua
    e come una reliquia
    ho riposato.

    CAPOLAVORO.
  • marilena il 29/07/2010 19:07
    Sento l'acqua che scorre e la vera sofferenza di un uomo tanto fragile quanto grande
  • marilena il 29/07/2010 19:06
    sento l'acqua che scorre e la sofferenza di un fragile e grande uomo.
  • marilena il 29/07/2010 19:05
    grandioso saper dire di sè e del creato con tanta sensibile e profonda descrizione:sento l'acqua che scorre nel leggere e avverto la sofferenza reale di quest' uomo.
  • K. Lear il 27/03/2010 11:59
    Sì effettivamente è bravino...
  • Giuseppe Tiloca il 07/01/2010 15:08
    Davverp bravo Ungaretti, affascina sempre più
  • Lorenzo Brogi il 03/12/2009 12:15
    Non potrai mai leggerlo ma bravo Giuseppe... avrei voluto poterti chiamare così vivere istanti con te e nascere in quel tempo mutevole che ti ha creato per sentire sulla mia pelle la trasformazione del mondo...
  • giancarlo milone il 15/08/2009 14:35
    parole incredibilmente armoniche