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La morte del cardellino

Chi pur ieri cantava, tutto spocchia,
e saltellava, caro a Tita, è morto.
Tita singhiozza forte in mezzo all'orto
e gli risponde il grillo e la ranocchia.

La nonna s'alza e lascia la conocchia
per consolare il nipotino smorto:
invano! Tita, che non sa conforto,
guarda la salma sulle sue ginocchia.

Poi, con le mani, nella zolla rossa
scava il sepolcro piccolo, tra un nimbo
d'asfodeli di menta e lupinella.

Ben io vorrei sentire sulla fossa
della mia pace il pianto di quel bimbo.
Piccolo morto, la tua morte è bella!

 


3 commenti:

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  • giuseppe gianpaolo casarini il 13/02/2013 11:21
    Bella e commovente lirica.. ricorda da una parte come nelle poesie della Poetessa greca Anite il dolore dei fanciulli per la perdita dell'animaletto caro.. poi vorrebbe, come invocazione, che l'intensità di questo dolore fosse versato, un giorno, una volta morto sulla sua tomba.

    Grande Poeta, bella poesia.
  • giuseppe gianpaolo casarini il 13/02/2013 11:21
    Bella e commovente lirica.. ricorda da una parte come nelle poesie della Poetessa greca Anite il dolore dei fanciulli per la perdita dell'animaletto caro.. poi vorrebbe, come invocazione, che l'intensità di questo dolore fosse versato, un giorno, una volta morto sulla sua tomba.

    Grande Poeta, bella poesia.
  • rosaria esposito il 10/06/2011 21:39
    ECCO LA POESIA. SENTIMENTO, RITMO, RIMA E ARMONIA.