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poesie di Jacques Prévert

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Barbara

Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Raggiante rapita grondante, sotto la pioggia
Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua su Brest
E t'ho incontrata in rue de Siam
E tu sorridevi, e sorridevo anche io
Ricordati Barbara
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati, ricordati comunque di quel giorno
Non dimenticare
Un uomo si riparava sotto un portico
E ha gridato il tuo nome
Barbara
E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia
Grondante rapita raggiante
Gettandoti tra le sue braccia
Ricordati di questo Barbara
E non volermene se ti do del tu
Io do del tu a tutti quelli che amo
Anche se non li ho visti che una sola volta
Io do del tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco
Ricordati Barbara, non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
Sul tuo viso felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare, sull'arsenale
Sul battello d' Ouessant
Oh barbara, che cazzata la guerra
E cosa sei diventata adesso
Sotto questa pioggia di ferro
Di fuoco acciaio e sangue
E lui che ti stringeva fra le braccia
Amorosamente
È forse morto disperso o invece vive ancora
Oh Barbara
Piove senza tregua su Brest
Come pioveva prima
Ma non è più cosi e tutto si è guastato
È una pioggia di morte desolata e crudele
Non è nemmeno più bufera
Di ferro acciaio sangue
Ma solamente nuvole
Che schiattano come cani
Come cani che spariscono
Seguendo la corrente su Brest
E scappano lontano a imputridire
Lontano lontano da Brest
Dove non c'è più niente





Libera uscita

Ho messo il képi nella gabbia
e sono uscito con l'uccello sulla testa
E allora
non si saluta più
ha chiesto il comandante
No
non si saluta più
ha risposto l'uccello
Ah bene
chiedo scusa credevo usasse salutare
ha detto il comandante
Siete scusato scusatissimo chiunque può sbagliarsi
ha concluso l'uccello.



Le belle famiglie

Luigi I
Luigi II
Luigi III
Luigi IV
Luigi V
Luigi VI
Luigi VII
Luigi VIII
Luigi IX
Luigi X (detto l'Attaccabrighe)
Luigi XI
Luigi XII
Luigi XIII
Luigi XIV
Luigi XV
Luigi XVI
Luigi XVIII
e più nessuno più niente...
Ma che gente è mai questa
che non ce l'ha fatta
a contare fino a venti?



Tre fiammiferi accesi

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.



L'eclisse

Luigi XIV che è anche conosciuto come Re Sole
era spesso seduto sulla sua seggetta
verso la fine del suo regno
una notte davvero buia
il Re Sole si alzò dal letto
prese posto su quella sedia
e sparì.



Bussano

Chi è
Nessuno
È solo il mio cuore che batte
Che batte troppo forte
Per causa tua
Ma di fuori
La piccola mano bronzea sulla porta di legno
Non si sposta
Non si muove
Non muove neanche la punta del dito.



Il mazzo di fiori

Che fai laggiù bambina
Con quei fiori appena colti
Che fai laggiù ragazza
Con quei fiori quei fiori seccati
Che fai laggiù bella donna
Con quei fiori che appassiscono
Che fai laggiù già vecchia
Con quei fiori che muoiono

Aspetto il vincitore



Composizione francese

Giovanissimo Napoleone era assai magro
e ufficiale d'artiglieria
divenne più tardi imperatore
mise su pancia e conquistò nazioni
e il giorno che morì aveva ancora
una bella pancia
ma era diventato più piccolo.



Canzone della Senna

La Senna è fortunata
Non ha preoccupazioni
Se la spassa bellamente
Giorno e notte
Esce dalla sorgente
Pian piano senza rumore
E senza prendersela troppo
Senza uscire dal suo letto
Verso il mare se ne va
Passando per Parigi.

La Senna è fortunata
Non ha preoccupazioni
E quando va girando
Lungo i suoi canali
Col suo bel vestito verde
E le sue luci dorate
Notre-Dame gelosa
Immobile e severa
Dall'alto di tutte le sue pietre
La guarda di traverso.

Ma la Senna se ne infischia
Non ha preoccupazioni
Se la spassa bellamente
Giorno e notte
E se ne va verso Le Havre
Se ne va verso il mare
Passando come un sogno
In mezzo ai misteri
Delle miserie di Parigi.



In estate come in inverno

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.

Accanto a lui un imbecille
un signore che ne ha
tristemente pesca con la lenza

Egli non sa perché
vedendo passare una chiatta
la nostalgia lo afferra

Anch’egli vorrebbe partire
lontano lontano sull’acqua
e vivere una nuova vita
con un po’ di pancia in meno.

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.

Il bravo pescatore con la lenza
torna a casa senza un sol pesce

Apre una scatoletta di sardine
e poi si mette a piangere

Capisce che dovrà morire
e che non ha mai amato

Sua moglie lo compatisce
con un sorriso ironico

È una ignobile megera
una ranocchia d’acquasantiera.

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.

Sa bene che i battelli
son grandi topaie sul mare
e che per i bassi salari
le belle barcaiole
e i loro poveri battellieri
portano a spasso sui fiumi
una carrettata di figli
soffocati dalla miseria
in estate come in inverno
con non importa qual tempo.





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poesie Jacques Prévert (1900 - 1977) è stato un poeta e sceneggiatore francese. Poeta e dialoghista cinematografico, autore di canzoni ed esponente dei surrealisti, provocatore e scrittore per bambini, Prévert ha ricoperto molti ruoli e molte figure dando vita ad una ricca produzione di canzoni, poesie in prosa e in versi liberi.
Tra le raccolte più popolari si ricordano ad esempio Paroles, Spectacles e La pluie et le beau temps.