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Poesie di Lorenzo Stecchetti

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Postuma XIV

Quando cadran le foglie e tu verrai
a cercar la mia croce in camposanto
in un cantuccio la ritroverai
e molti fior le saran nati accanto.

Cogli allor pe' tuoi biondi capelli
i fiori nati dal mio cor. Son quelli

i canti che pensai ma che non scrissi
le parole d'amor che non ti dissi.



Postuma XII

Io morirò, che la fatal mia sera
Volando giunge e il tempo non s’arresta
E già la tomba spalancata e nera
A divorar la carne mia s’appresta.

Quando tutto ritorna a primavera
Io sol non tornerò. Sulla mia testa,
Dalla materia mia già tanto altera
La maggiorana crescerà modesta.

Là vieni, o donna: il tuo fedel t’invita.
Là sulla tomba mia cògli commossa
L’erba che amavi dal mio cor nudrita.

Oh non negarle un bacio, e liete l’ossa,
Come a’ tuoi baci già soleano in vita,
Fremeranno d’amor dentro la fossa.



Postuma VI

VieniNerina! Siediti
Lieta sui miei ginocchi
E ti scintilli cupida
La voluttà negli occhi;

Vieni, ed il collo cingimi
Con le soavi braccia,
Io nel tuo sen che palpita
Nasconderò la faccia.

Squarci la terra i fumidi
Visceri suoi profondi,
Crollino i cieli e riedano
Infranti al nulla i mondi,

A me non cal! Se il roseo
Labbro, sul labbro mio
Serri, Nerina, impavido
Sfido la morte e Dio.