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Linfe

Quiete, maturità impende dal cielo.
Non più io, sono gli alberi felici
che parlano e le rose e le acque vive
nei salti, e le città
sublimi dove salgono i sentieri.
E quest'ora eternamente propizia
che rimane da vivere, nel sole
alta e sempre futura.

Ma dovunque mi tragga il chiaro fuoco
nel meriggio, oh tu guardalo tremare
fra i carri di vendemmia che s'inoltrano
lenti per le contrade
fra siepi ed ombre fluide, ovunque appare
il tempo giustamente compiuto.
La sua voce s'è sciolta già in preghiera
là dove il vento cade.

 


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