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Un ragazzo

Eccoli fermarsi in piedi
Intorno al tavolo di alluminio
Arrivano in silenzio, si sparpagliano
Qualcuno schiarisce la voce,
nessuno ha una frase opportuna
Si tratta solo di guardare
Un ragazzo è morto

Il viso è stato risparmiato
L'hanno pulito, lo hanno asciugato
e addosso gli hanno appoggiato
un lenzuolo duro

Il padre non capisce niente,
stà fermo con le mani in tasca
Le mani sono grosse,
di buccia, di scorze,
di unghie sporche
Lavorerà al mercato o guida un camion,
forse ha una pompa di benzina
Sembra uno che ha preso molto freddo
che è uscito sempre presto la mattina
Ha una vena piena in mezzo alla fronte
che spartisce e attraversa le rughe
E gli occhi rossi rossi rossi rossi...

Il padre non capisce niente
La madre non smette di guardare
È che la morte non si fa capire,
da appuntamento e non si fa trovare
A spaventare è il rumore dell'incidente,
la carne rovesciata bianca
ma quella è ancora vita, che si dimena,
è poco da vivere ma ancora ne manca
Il ragazzo qui davanti non fa paura,
semplicemente non si sa che dire
È troppo presto per capire che si capirà
improvvisamente,
senza vedere

Un citofono che non suona
Un suggerimento che non arriva
Una porta che non sbatte
Ciabatte da piscina
Una ricetta con un segreto
(... forse la buccia di limone)
Un bigliettino giallo al vetro,
un cellulare, un nome...

Il padre non capisce niente
La madre non smette di guardare
Il padre non capisce niente
La madre non vorrebbe mai andare

 


1 commenti:

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  • Cinzia Gargiulo il 16/02/2010 07:04
    Un testo forte e reale ben scritto.
    Ancora una volta Pacifico si mostra molto bravo.