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Poesie di rainer maria rilke

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Pagine: 12

La sera

Vien da lungi la Sera, camminando
per la pineta tacita, di neve.
Poi, contro tutte le finestre preme
le sue gelide guance; e, zitta, origlia.
Si fa silenzio, allora, in ogni casa.
Siedono i vecchi, meditando. I bimbi
non si attentano ancora ai loro giuochi.
Cade di mano alle fantesche il fuso.

La Sera ascolta, trepida, pei vetri;
tutti - all'interno - ascoltano la Sera.



Dimmi, qual è il tuo compito, Poeta?

Dimmi, qual è il tuo compito, Poeta?
- Io celebro.
Ma il Mostruoso e il Micidiale,
come l'accetti, come lo sopporti?
- Io celebro.
Ma il Senzanome, ma l'Anonimo,
come, Poeta, tuttavia lo nomini?
- Io celebro
Donde trai il tuo diritto d'esser vero
in ogni maschera, in ogni costume?
- Io celebro
E come può la quiete ed il furore
conoscerti, la stella e la tempesta?
: - perché io celebro.



Gli amanti

Vedi come l'uno nell'altro crescono
e nelle loro vene tutto si fa spirito.
Come assi vibrano le due figure, intorno
la ruota irresistibile arde e gira.
Hanno sete e ricevono bevanda,
son desti, ed ecco:i loro occhi vedono.
Lascia che l'uno nell'altra sprofondino
per resistersi



Alla solitudine

Solitudine mia beata e santa,
così ricca sei tu, pura ed immensa
come un giardino che si desti all'alba.

Solitudine mia beata e santa!

Tieni sbarrate le tue porte d'oro
sì che attenda, di fuori, ogni altra cosa.



Baudelaire

Il poeta. lui solo, ha unificato il mondo
che in ognuno di noi in frantumi è scisso.
Del bello è testimone inaudito,
ma esaltando anche ciò che lo tormenta
dà alla rovina purezza infinita:
e persino la furia che annienta si fa mondo.





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