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Cavalli di luna e di vulcani

Isole che ho abitato
verdi su mari immobili.

D'alghe arse, di fossili marini
le spiagge ove corrono in amore
cavalli di luna e di vulcani.

Nel tempo delle frane
le foglie, le gru assalgono l'aria:
in lume d'alluvione splendono
cieli densi aperti agli stellati;

le colombe volano
dalle spalle nude dei fanciulli.

Qui finita è la terra:
con fatica e con sangue
mi faccio una prigione.

Per te dovrò gettarmi
ai piedi dei potenti,
addolcire il mio cuore di predone.

Ma cacciato dagli uomini,
nel fulmine di luce ancora giaccio
infante a mani aperte,
a rive d'alberi e fiumi:

ivi la latomia d'arancio greco
feconda per gli imenei dei numi.

 


4 commenti:

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  • il 12/05/2010 13:32
    Stupenda. Un inno nostalgico e doloroso alla mia terra di Sicilia, la prigione da cui tanti di noi siciliani siamo fuggiti, l'isola dove fioriscono gli aranci ed i limoni. Le bellissime latomie di Siracusa, Siracusa la greca...
  • Anna Maria Russo il 08/01/2010 07:43
    tragica
  • Musa Alienata Inquietante il 19/10/2009 18:10
    L'adoro...
  • giancarlo milone il 14/08/2009 14:09
    armonica