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Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

 


4 commenti:

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  • Andrea il 17/09/2012 12:32
    poesia struggente, ricca di immagini metaforiche di altissimo effetto!!! l'uomo è, è stato, e sempre sarà, Caino e Abele allo stesso tempo... purtroppo
  • antonio allori il 25/10/2011 17:26
    Un urlo di speranza per un mondo migliore.
  • Don Pompeo Mongiello il 28/12/2009 13:59
    Bellissima è a dir poco. Che sia di monito ai giovani di oggi come a quelli di domani.
  • Piero Simoni il 25/12/2009 19:10
    poesia senza tempo: sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo.