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Desolazione del povero poeta sentimentale

pagine: 12

I.

Perché tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio.
Perché tu mi dici: poeta?

II.

Le mie tristezze sono povere tristezze comuni.
Le mie gioie furono semplici,
semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei.

Oggi io penso a morire.

III.

Io voglio morire, solamente, perché sono stanco;
solamente perché i grandi angioli
su le vetrate delle cattedrali
mi fanno tremare d'amore e di angoscia;
solamente perché, io sono, oramai,
rassegnato come uno specchio,
come un povero specchio melanconico.
Vedi che io non sono un poeta:
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.

IV.

Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così vane,
Dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l'aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente,
ma io non sarei un poeta;
sarei, semplicemente, un dolce e pensoso fanciullo
cui avvenisse di pregare, così, come canta e come dorme.

V.

Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i romori,
poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il Dio.

VI.

Questa notte ho dormito con le mani in croce.

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5 commenti:

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  • DANIELE BOGANINI il 22/09/2011 17:36
    meravigliosa poesia di Sergio Corazzini!
  • rosaria esposito il 03/07/2011 21:55
    autentica ANIMA MUNDI.
  • Paola Panebianco il 04/04/2010 11:48
    bellissima molto toccante...
    quasi una dolce morte...
    complimenti
  • Andrea Tessadri il 25/02/2010 18:33
    Sebbene la poesia sia stata scritta al tempo del conflitto Crepuscolari-Dannunziani, conserva ancora il suo fascino e risulta essere quantomai attuale. Che destino attende il poeta...
  • il 16/12/2009 19:28
    Struggente ma meravigliosa opera.