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La fratellanza

Un certo amico mio conserva un callo
riposto in un astuccio de velluto
sotto una scatoletta de cristallo.
- E che robb’è? - je chiesi una matina. -
Dice: - È un ricordo! - Dico: - Ma te pare
che sia un affare da tenè’ in vetrina?
Se fusse robba mia
la frullerebbe via!... -

Lui me rispose subbito: - Ar contrario!
‘Sto callo rappresenta l’ideale
d’un programma sociale-umanitario
d’un omo che insegnò per cinquant’anni
la vera fratellanza universale!

Era un brav’omo, credi. Un vero specchio:
bono, sincero, onesto... Se chiamava
Pasquale Chissenè. Povero vecchio!
Passava l’ore e l’ore
davanti ar tavolino der caffè
pe’ fa’ la propaganda de l’amore...
Povero Chissenè!
Qual’era er sogno suo? Quello de vede’
l’ommini abbraccicati fra de loro
uniti ne la pace e ner lavoro,
immassimati ne la stessa fede...
Ma pe’ convince’ er popolo sovrano
de quello che diceva, ogni tantino
dava un cazzotto in mezzo ar tavolino...
finchè je venne er callo ne la mano.
Ecco perchè lo tengo! Ecco perchè
quanno sento parlà’ de fratellanza
ripenso ar callo e sento in lontananza
una voce che dice: Chissenè...

 


2 commenti:

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  • rosaria esposito il 04/07/2011 21:46
    ma perchè, algoritmo, vuoi farmi scrivere per forza...? io voglio solo sorridere e gioire, a quest'ora tarda mi sarà concesso, no?
  • roberto volpe il 01/11/2009 10:16
    Trilussa è un grande