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L'uguaglianza

Fissato ne l’idea de l’uguajanza
un Gallo scrisse all’Aquila: - Compagna,
siccome te ne stai su la montagna
bisogna che abbolimo ‘sta distanza:
perchè nun è nè giusto nè civile
ch’io stia fra la monnezza d’un cortile,
ma sarebbe più commodo e più bello
de vive’ ner medesimo livello. -

L’Aquila je rispose: - Caro mio,
accetto volentieri la proposta:
volemo fa’ amicizzia? So’ disposta:
ma nun pretenne’ che m’abbassi io.
Se te senti la forza necessaria
spalanca l’ale e viettene per aria:
se nun t’abbasta l’anima de fallo
io seguito a fa’ l’Aquila e tu er Gallo.

- Che superbia che cià! Chi sarà mai!
- disse er Gallo seccato de la cosa -
Lei nun se vô abbassà’! Brutt’ambizziosa!
L’ommini, in questo qui, so’ mejo assai.
Conosco, infatti, un nobbile romano
che a casa se dà l’aria d’un sovrano:
ma se je serve la democrazzia
lassa er palazzo e corre all’osteria.

 


2 commenti:

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  • giulio costantini il 14/01/2012 11:06
    in realtà questa stupenda composizione, in alcune edizioni finisce con la 2nda ottava.. a me piace in tutt'e e due le versioni ma con la chiusa nella 2nda ottava è ancora più bella..
  • il 08/01/2010 20:33
    Semplicemente fantastica amo le opere di Trilussa